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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Il giallo di Caronia

Gioele e Viviana, la "messinscena" sui cadaveri e le "tesi grottesche" della famiglia: il caso sarà archiviato?

Scontro in udienza preliminare tra la procura di Patti e i legali della famiglia. Il giudice era chiamato ad esprimersi sulla richiesta di archiviare le indagini: lo farà nei prossimi giorni

Tra pochi giorni sapremo con certezza se sulla tragica morte di Viviana Parisi e del piccolo Gioele Mondello la giustizia metterà una parola fine o se saranno necessarie indagini ulteriori. Il giudice per le indagini preliminari Eugenio Aliquò si è infatti riservata sulla decisione di archiviazione dell'inchiesta, come chiesto dalla procura, sulla morte della deejay torinese di 41 anni e del figlioletto di 4 anni, trovati morti nell'agosto del 2020 nella campagne di Caronia, in provincia di Messina. Nel corso dell'udienza svoltasi in camera di consiglio al tribunale di Patti, i legali della famiglia di Viviana Parisi hanno presentato opposizione alla richiesta di archiviazione. La decisione del gip sarà comunicata nei prossimi giorni.

Viviana Parisi e Gioele Mondello: oggi l'udienza sull'archiviazione

In aula si è consumato lo scontro interpretativo che va avanti da mesi tra procura e legali della famiglia Mondello. Presenti i sostituti procuratori Alessandro Lia e Federica Urban che hanno spiegato i motivi per i quali la procura ha chiesto l'archiviazione, sottolineando che dai rilievi e dalle prove in loro possesso la donna si sarebbe suicidata gettandosi dal traliccio e, con ogni probabilità, avrebbe strangolato il figlio Gioele. Per gli inquirenti l'ipotesi omicidio-suicidio resta la più probabile, con l'esclusione di un qualsiasi coinvolgimento di terzi.

Le "tesi grottesche" secondo la procura

Angelo Vittorio Cavallo, procuratore di Patti titolare dell'inchiesta, ha definito illogiche e incoerenti le tesi espresse dai legali della famiglia che si sono fin dall'inizio opposti all'ipotesi che Viviana possa aver ucciso il bimbo per poi suicidarsi gettandosi dal traliccio. "Abbiamo letto con molta attenzione tutte le argomentazioni contenute nella prima opposizione alla richiesta di archiviazione e nella seconda richiesta con l'integrazione - ha detto il procuratore che oggi non ha partecipato all'udienza preliminare -. A parte l'inesattezza e la non corrispondenza di molti dati riportati nelle due opposizioni della difesa, non esiste una ricostruzione alternativa che risponda a un minimo di logica e coerenza e ritengo le argomentazioni esposte dai loro difensori e consulenti semplicemente grottesche", ha aggiunto Cavallo, dicendosi, in attesa della decisione del gip sull'archiviazione del caso, "ancora più convinto di quello che abbiamo già scritto nelle 500 pagine della richiesta di archiviazione".

"L'abile messinscena" secondo i consulenti della famiglia

Versione che contrasta con quella dei Mondello. In aula erano presenti anche gli avvocati della famiglia - Pietro Venuti e Claudio Mondello - che hanno esposto la tesi dei loro esperti per i quali Viviana non si sarebbe buttata dal traliccio e non avrebbe ucciso Gioele. "Speriamo - ha spiegato il legale Venuti - che emerga la verità, noi siamo certi che Viviana non si è mai arrampicata sul traliccio e non avrebbe mai toccato Gioele, siamo sicuri che il giudice valuterà in modo imparziale quanto da noi presentato in udienza. Vogliamo arrivare ad una verità perché la famiglia, che è stata molto provata in questi mesi, ha diritto ad avere una ricostruzione dei fatti corretta e a sapere come sono veramente morti Viviana e Gioele".

Mesi di controanalisi e richieste, quelle della famiglia, sfociate nella ricostruzione finale a cui sono giunti i consulenti di parte ad inizio anno. Secondo il team di esperti, coordinato dal criminologo Carmelo Lavorino e dal medico legale Antonio Della Valle, Viviana e Gioele sarebbero precipitati (caduti o lanciati, ancora non si sa) dentro un invaso (un pozzo o una cisterna) con mezzo metro di acqua sul fondo e sarebbero morti per asfissia. Nessuna uccisione del piccolo Gioele da parte di Viviana, nessun suicidio e/o lancio dal famoso traliccio di Viviana, è la ricostruzione dei consulenti nominati dalla famiglia.

"In realtà si tratta di un'abile messinscena organizzata da una combinazione criminale motivata e coinvolta tramite la traslazione dei cadaveri in zone sensibili proprio per inscenare il suicidio o la disgrazia ed allontanare da sé ogni responsabilità - scrivevano i consulenti nella loro relazione depositata in procura -. Viviana e il piccolo sono precipitati (caduti o lanciati, ancora non si sa) nel bosco di Caronia all'interno di un invaso con circa 50 centimetri d'acqua sul fondo: un pozzo, una cisterna, un contenitore profondo 3-4-5 metri. I due sono precipitati contemporaneamente: Viviana si è fratturata diverse parti del corpo, specialmente la zona sinistra, le sono esplose due vertebre col tranciamento del midollo spinale, ha perso coscienza e sensibilità, è morta per asfissia. Gioele ha impattato col cranio zona temporale sinistra ed è morto per asfissia".

"Poi i due corpi, in tempi diversi - continua la ricostruzione dei consulenti della famiglia - sono stati estratti dal fondo del pozzo con le mani e con appositi strumenti da parte di qualche soggetto ignoto: Viviana tirata fuori la tarda sera del 3 agosto o la mattina del 4 agosto e trasportata con apposito mezzo per la messinscena e il depistaggio e, nel trazionamento, le vengono strappati i capelli; Gioele tirato fuori successivamente (anche la mattina del 4 agosto) e depositato nel tragitto fra la zona piazzola e la zona traliccio, senza escludere che sia stato conservato in un contenitore di plastica e posizionato  successivamente sul luogo del rinvenimento, dove il corpicino è stato oggetto di scempio da parte della fauna selvatica. I corpi dei due sono stati tirati su e fuori per essere oggetto di macabra messinscena al fine di un meditato depistaggio per autosicurezza e presa distanza dall'evento mortale", concludevano i consulenti nella loro ricostruzione..

Le foto dei pantaloni di Gioele pubblicate dal papà

Nei giorni scorsi Daniele Mondello, il papà del piccolo Gioele, ha pubblicato sul suo profilo Facebook alcune foto dei pantaloncini indossati dal figlio il giorno in cui è stato ritrovato nelle campagne di Caronia. "Vedere questi pantaloncini, vedere la maglietta a brandelli mi fa venire la pelle d'oca, mi fa stare malissimo. Se c'è veramente un Dio... allora ti chiedo di farmi trovare la verità per favore", scriveva Mondello. I segni sui pantaloncini del bimbo, secondo il genitore, indicherebbero una conclusione diversa rispetto a quella alla quale è giunta invece la procura. "Mia moglie Viviana Parisi non ha ucciso Gioele": l'uomo si è sempre rifiutato di credere alle ipotesi degli investigatori.

pantaloni gioele-2

La tragedia di Viviana e Gioele

Il 3 agosto 2020, Viviana Parisi esce di casa da Venetico (Messina) col figlio Gioele, imbocca l'autostrada A20 Messina-Palermo, si scontra con un furgone a Caronia e, lasciata l'auto, si avvia nei campi. I cadaveri di madre e figlio saranno ritrovati alcuni giorni dopo: quello di Viviana l'8 agosto; quello del bambino il 19 agosto, in una boscaglia a circa settecento metri di distanza e ridotto a resti ossei, compromesso dai morsi di animali. Il 29 luglio scorso, la procura di Patti ha chiesto l'archiviazione del caso: Viviana avrebbe strangolato Gioele, poi si sarebbe gettata da un traliccio della rete elettrica, ai piedi del quale è stata trovata senza vita. Il gip deciderà nei prossimi giorni se archiviare la tragedia di Caronia.
 

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