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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Cronaca Catania

Uccise due rapinatori e ne ferì un terzo, gioielliere condannato: "Non fu legittima difesa"

Guido Gianni, 57 anni, dovrà anche risarcire le famiglie dei rapinatori. Il pm aveva chiesto una condanna a 17 anni. I fatti a Nicolosi, in provincia di Catania

Accusato di duplice omicidio e tentato omicidio, Guido Gianni è stato condannato a tredici anni di reclusione dalla Corte d'assise di Catania. Era il 18 febbraio 2008 quando l'uomo di 57 anni, gioielliere di Nicolosi in provincia di Catania, uccise due rapinatori e ne ferì un terzo. I tre avevano fatto irruzione nel suo negozio, minacciando di uccidere la moglie con una pistola poi risultata a salve e senza il tappo rosso.

Il marito della donna stava lavorando nel retrobottega e intervenne armato di pistola, regolarmente detenuta. Nel tentativo di sventare la rapina, il gioielliere sparò prima alcuni colpi in aria a scopo intimidatorio. A quel punto i malviventi, reagendo, aggredirono la moglie, minacciandola: si scatenò una colluttazione tra il gioielliere - minacciato anche'egli con l'arma poi risultata giocattolo - e i banditi, poi gli altri spari. 

Guido Gianni, gioielliere di Nicolosi condannato a 13 anni

Il pm aveva chiesto una condanna a 17 anni. Secondo l’accusa, dopo aver ingaggiato una colluttazione con i banditi, l'uomo li avrebbe feriti, ma i colpi mortali - secondo una ricostruzione dei periti medico-legali e balistici - sarebbero stati esplosi mentre fuggivano e i tre sarebbero stati centrati alle spalle. Morirono in due, entrambi 21enni: Davide Laudani e Sebastiano Catania, di Aci Catena. Uno fu trovato a terra davanti alla gioielleria, l'altro poco lontano agonizzante: morì durante i soccorsi.

Per i giudici non fu legittima difesa: i legali del gioielliere faranno ricorso

Non fu legittima difesa, dunque, per i giudici che hanno disposto anche un risarcimento per le parti civili, i familiari delle due persone uccise e il ferito, Fabio Pappalardo. I legali del gioielliere, gli avvocati Orazio Gulisano e Michele Liuzzo, che hanno annunciato ricorso, hanno sostenuto la tesi della legittima difesa e che la mente di Guido Gianni in quel momento fosse "offuscata" dall’aggressione subìta dalla moglie da parte dei rapinatori.

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