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Domenica, 5 Dicembre 2021
Rapine

Milano, sparò e uccise rapinatore per difendere la famiglia: "Fu legittima difesa"

Archiviata l'indagine su Rodolfo Corazzo, il gioielliere aggredito e sequestrato insieme alla moglie e alla figlia da tre banditi nella sua villetta di Rodano. Il gip ha accolto la richiesta della Procura: "Agì per difendersi"

Era finito sotto indagine con l'accusa di eccesso colposo di legittima difesa per aver ucciso a colpi di pistola il rapinatore albanese che, la sera del 24 novembre 2015, si era introdotto insieme ad alcuni complici nella sua villetta di Rodano, comune a Est di Milano, per rapinarlo.

Ma ora, dopo quasi un anno e mezzo, i guai giudiziari sono finiti per il gioielliere Rodolfo Corazzo: il gip di Milano, Donatella Banci Buonamici, ha infatti accolto la richiesta di archiviazione presentata nei mesi scorsi dalla Procura. Le indagini condotte dal pm Grazia Colacicco hanno accertato che quella sera il gioielliere agì "per legittima difesa".

LA CRONACA - L'aggressione è avvenuta la sera del 24 novembre 2015, poco dopo le 21. Corazzo aveva appena oltrepassato il cancello della sua villetta quando venne aggredito da tre uomini che lo presero a calci, pugni e schiaffi. Al gioielliere venne intimato di aprire la porta di casa, dove c'erano la moglie e la figlia di dieci anni, e spegnere le telecamere del circuito chiuso. Per la famiglia di Rodolfo furono due ore e mezza di terrore. Fino alla tragedia: il proprietario di casa sparò tre colpi di pistola, un rapinatore (un pluripregiuicato albanese, condannato già per omicidio) rimase ucciso mentre i suoi due complici si diedero alla fuga. 

LA DIFESA - "Sono stato costretto a sparare per difendere la mia famiglia", si era difeso il gioielliere, titolare di un regolare porto d'armi. E gli accertamenti tecnici e balistici disposti in fase di indagini dal pm di Milano Grazia Colacicco hanno confermato la sua versione dei fatti. "E' stata legittima difesa", scrive il magistrato nella richiesta di archiviaizone che ora è stata accolta dal gip del Tribunale di Milano. Per Corazzo è la fine di un incubo durato un anno e mezzo.

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