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Lunedì, 20 Maggio 2024
Caporalato

Cosa c'entra un ex calciatore con l'amministrazione giudiziaria della Giorgio Armani Operations

La procedura di amministrazione giudiziaria per la Giorgio Armani Operations, braccio operativo della casa di moda, mette la lente sulle società della filiera. Tra queste l'azienda di famiglia di un ex calciatore oggi commentatore tv

La gogna dell’amministrazione giudiziaria decisa per porre fine a una catena di sfruttamento di manodopera cinese tocca anche un imprenditore dal profilo altissimo: Giorgio Armani. O Re Giorgio com’è spesso chiamato, uno degli italiani più conosciuti al mondo e talento assoluto nel settore della moda alla testa di un impero ancora indipendente che fa gola ai più grandi gruppi internazionali del settore. Eppure è andata così con una delle sue società - la Giorgio Armani Operations (Gao) - che è il braccio operativo della casa di moda nato proprio per gestire in prima persona tutte le fasi della produzione delle sue collezioni, forte di 10 siti produttivi tutti situati nel centro nord Italia e di oltre 1200 dipendenti. Il cuore della società è in via Bergognone a Milano, quartiere di via Tortona dove la casa di moda ha messo gli uffici che rappresentano il fulcro dell’impero.

Ma per capire meglio cosa è successo, e perché Gao, è stata commissariata dal tribunale di Milano su richiesta della procura per 12 mesi per la mancanza di controlli a valle della sua produzione, bisogna muoversi dall’elegante sede milanese e spostarsi in periferia...

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