Giovedì, 23 Settembre 2021
Crisi economica

Crisi, il governo si è dimenticato di: "Lavoratori, studenti, parroci di periferia ..."

Dopo la manifestazione a Montecitorio, nella giornata contro la povertà, abbiamo parlato con Giuseppe De Marzo, portavoce della campagna Miseria Ladra: "La disuguaglianza crea crisi e l'austerity la aumenta"

Il 17 ottobre si è celebrata la Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà, ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 22 dicembre 1992, tramite la risoluzione 47/196. Con essa si ribadisce che la povertà costituisce una violazione dei diritti umani e la necessità, dunque, di cooperare per garantire che questi diritti siano rispettati.

Per dare il proprio contributo e aiutare le Nazioni Unite ad aumentare la consapevolezza globale sulle tematiche relative alla povertà oltre 6 milioni sono stati i tweet con l’hastag  #EndPoverty e almeno altrettanti i messaggi di solidarietà. Tante mobilitazioni anche nel nostro Paese dove dal 2008 (anno d'inizio della crisi che stiamo ancora vivendo) le persone che vivono una condizione di povertà e indigenza sono drammaticamente aumentate. 

Per questo in Piazza Montecitorio Libera e Gruppo Abele hanno portato la loro campagna contro la povertà, attiva da più di un anno e mezzo: Miseria Ladra. Al suo portavoce, Giuseppe De Marzo, abbiamo chiesto chi c'era in piazza.

"C'erano tante realtà, dai lavoratori ai portatori di handicap, ai malati gravissimi, agli studenti e poi ovviamente Libera e il Gruppo Abele. Insomma le vittime della crisi e quelle realtà che lavorano con loro. Abbiamo portato in piazza il punto di vista delle vittime. Una cosa ci accomunava tutti: abbiamo una visione comune per contrastare crisi e mafie, basata sulla dignità della persona. Miseria Ladra unisce tutte queste realtà adesso abbiamo una anche una visione condivisa e possibile per uscirne. Non siamo una piazza compassionevole e mettiamo la dignità della persona al centro. Per questo ci opponiamo alle politiche di austerity. Dopo tutto da quando si è scelta quest'impostazione non ci sono stati miglioramenti, anzi: abbiamo visto tutti come siano aumentate le povertà, quella assoluta e quella relativa, da noi e in tutti i Paesi europei che hanno avuto sorte simile. Vogliamo un cambiamento"

Il governo parla spesso di cambiamento...

"Quello che ha fatto il governo è completamente insuffieciente: non c'è nessun sostegno al lavoro e al welfare e tutto ciò viene dimostrato dai tagli fatti agli enti locali, regioni e comuni. Vediamo con favore le ultime dichiarazioni del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che ha chiesto di rivedere il fiscal compact, ma noi chiediamo più sincerità. Da 15 mesi diciamo che dobbiamo "ristrutturare il debito": abbiamo cominciato da soli ma adesso ci sono tante realtà che la pensano come noi. Nonostante ciò da parte del governo non c'è stata chiarezza e tanto meno un'agenda contro povertà e disoccupazione"

Come avete affrontato questo problema in questi 15 mesi?

"In maniera pubblica, andando nelle piazze, dalle associazioni, nelle parrocchie. Dove c'è la gente che vive il dramma. Perché per aggredire davvero la crisi bisogna tirare fuori dall'esclusione sociale milioni di persone, in Italia e in tutta Europa. Solo così si può riprestinare la legalità costituzionale, quella che garantisce dignità e diritti a tutti i cittadini. Perché sono le diseguaglianze tra questi che creano e con cui deve identificare la crisi. Poi c'è l'austerity, che le espande. Bisogna cambiare quadro normativo"

Siete stati a Montecitorio nella giornata mondiale contro la povertà. Che tipo di giornata è stata per voi?

"Una splendida giornata e il bilancio è positivo, in particolare per la qualità della piazza: c'erano lavoratori, studenti, i parroci di periferia, gli artisti. Non era una piazza isterica, non urlava né era compassionevole. Semplicemente esprimeva un blocco sociale del paese reale che spesso non passa nei media: ceti medi e popolari accomunati da un'idea di dignità che rimette al centro i diritti"

Anche mondi diversi tra loro...

"Ma tutti accomunati da quest'idea che in realtà è la stessa che prevede la nostra Costituzione nei suoi primi 12 articoli, quelli che ne esprimono i principi. E non hanno nulla a che fare con l'austerity, anzi: esprimono una visione di civilità che la mette sotto accusa. Tutto questo però senza fermarci alla critica, ma con proposte concrete per il cambiamento. Non protestiamo contro la povertà, ma proponiamo una serie di provvedimenti per poterne uscire"

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