Lunedì, 25 Gennaio 2021
Sociale

Giornata internazionale vittime tortura: da noi ancora niente reato

In Italia ancora nessun reato e diversi progetti di legge fermi. L'ultimo si trova in Senato. Le associazioni insieme ne chiedono l'introduzione

Un dibattito che nel nostro Paese dura da tanto tempo. Poche le voci pubbliche si sono schierate contro l'introduzione del reato, ma intanto la tortura in Italia rimane impunita. Il tutto nonostante l'Italia a livello internazionale ha ratificato diversi accordi e sottoscritto convenzioni che ne vorrebbero l'introduzione del reato nei nostri codici. C'è poi l'articolo 13 della costituzione che recita "è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà".

Per riuscire a fare il punto della situazione nella giornata internazionale per le vittime di tortura diverse associazioni si troveranno insieme per un incontro sul tema. Alla fine del dibattito è prevista una mobilitazione che si svolgerà a piazza del Pantheon, nella Capitale.

Saranno presenti anche alcuni familiari delle vittime di tortura nel nostro Paese che negli anni sono diventati dei veri e propri casi: Aldrovandi, Cucchi, Uva, Ferrulli e più recentemente Magherini. E' poi di poco tempo fa la notizia che l'Italia è stata nuovamente condannata dalla corte di Strasburgo per un caso simile, quello di Dimtri Alberti, picchiato durante un fermo dei carabienieri. Adesso lo Stato dovrà rimborsargli 19mila euro.

Intanto lo scorso 5 marzo il Senato ha dato il via libera al disegno di legge Manconi: un primo passo verso l'introduzione del reato ma non ancora sufficiente. Diverse sono state le modifiche apportate dalla commissione Giustizia al testo originale del documento. Una di queste non renderà la tortura un reato proprio dei pubblici ufficiali. Se il disegno di legge passerà alla Camera così come è la tortura sarebbe un reato comune, con un'aggravante nel caso in cui a commetterlo fosse un rappresentante dello Stato. Lo stesso ideatore del provvedimento, Luigi Manconi, si era detto insoddisfatto di questa scelta della commissione:
 

L'impianto e l'ispirazione complessiva del disegno di legge è depotenziato in misura rilevante nel suo significato, come la prospettiva e la finalità di questa normativa, a partire dalla formulazione che prevede la reiterazione degli atti di violenza, cioè il fatto che debbano essere ripetuti perché si dia la fattispecie della tortura

In altri Paesi dell'Unione europea la tortura è riconosciuto come reato compiuto da un titolare della funzione pubblica. Ma intanto da noi bisogna ancora aspettare il passaggio del ddl alla Camera, le sue modifiche, la sua approvazione e infine la pubblicazione in gazzetta ufficiale per poter iniziare ad applicare la normativa nel nostro codice penale.

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