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Lunedì, 22 Aprile 2024
Le indagini / Palermo

Il massacro di Altavilla, Antonella e i figli uccisi da Giovanni Barreca: "Gli volevo bene"

L'uomo davanti al giudice per l'udienza di convalida del fermo. Con lui anche la coppia di amici che lo avrebbe supportato nei "riti purificatori". Spunta un testimone che ha visto la moglie di Barreca poco prima della sua morte

Oggi, 14 febbraio, è il giorno in cui Giovanni Barreca, Massimo Carandente e Sabrina Fina sono stati interrogati per la convalida del fermo. Sono in carcere a Palermo per l'omicidio della moglie di Barrecca, Antonella Salamone, e i loro figli minori: Emanuel (5 anni) e Kevin (16). Per tutti l'accusa è di omicidio plurimo e soppressione di cadavere. 

"Volevo bene alla mia famiglia"

Barreca ha già confessato. È stato lui, nella notte tra sabato e domenica, a chiamare i carabinieri: "Ho ucciso la mia famiglia, venite a prendermi". Unica sopravvissuta alla strage, la figlia 17enne. All'udienza di convalida del fermo, Barreca è comparso assieme al suo avvocato, Giovanni Barracato. "Il mio cliente, che oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell'interrogatorio di garanzia, è sotto choc. Non si rende conto di quel che è accaduto. Mi ha ripetuto che vuole bene alla sua famiglia". "Barreca - ha spiegato il legale - sembra non capire quel che è successo. È una persona profondamente provata. Mi ha raccontato cose della sua famiglia e sostiene di aver fatto gli interessi dei suoi cari. Non si può parlare di pentimento - ha concluso - proprio perché non capisce cosa è accaduto. Sorvola sui fatti".

Anche Massimo Carandente e Sabrina Fina si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Una breve dichiarazione è stata rilasciata dai loro legali Vincenzo e Sergio Sparti: "Confermiamo che i nostri assistiti si dichiarano innocenti. C'era una conoscenza con Giovanni Barreca, c'è una presenza direi totalizzante della religione nella loro vita".

La strage di Altavilla compiuta "per cacciare Satana"

I delitti sarebbero avvenuti per un delirio religioso, per "togliere il demonio" e la coppia arrestata con Barreca - secondo le prime ipotesi - lo avrebbe spinto a compiere i delitti. Intesi come riti purificatori. La stessa figlia 17enne, trovata in stato di choc e interrogata subito dopo la scoperta dei cadaveri, ha parlato di un esorcismo fatto dal padre e dalla coppia per scacciare i demoni dall'abitazione.

Come sono stati uccisi Antonella Salamone e i figli Kevin ed Emanuel

Secondo i primi esami, Antonella è stata uccisa per prima. Il corpo è stato bruciato e il cadavere sepolto in un terreno vicino alla villetta di famiglia. Di lei sono stati trovati solo pochi resti carbonizzati. Accanto alle spoglie c'erano vestiti e suppellettili della donna. Kevin ed Emanuel Barreca prima di essere uccisi sarebbero stati torturati con attizzatoi e catene. I due ragazzini sarebbero poi stati soffocati. Il più grande è stato trovato sul lettino attaccato a una catena.

Le ultime ore di vita di Antonella Salamone

Uno degli interrogativi ancora senza risposta è quando Antonella Salamone è stata uccisa. Si ipotizza infatti che la donna possa essere stata aggredita a morte, bruciata e sepolta fino a dieci giorni prima del ritrovamento dei resti. Sappiamo però che giovedì 8 febbraio la donna era viva. Un'informazione che arriva da un commerciante della zona. "Ho visto Antonella Salamone giovedì 8 febbraio, alle 16.15, abbiamo parlato per dieci minuti davanti alla mia agenzia in via Roma. Voleva darmi dei volantini perché si stava accingendo a vendere dei cosmetici. Mi ha detto che il 24 febbraio ci sarebbe stato un incontro con il responsabile per la vendita di questi prodotti e ha invitato me e la mia compagna. Era tranquilla", racconta il titolare di un'agenzia di poste private di Altavilla a Pomeriggio Cinque (video in basso). "Conoscevo bene sia Antonella che Giovanni - aggiunge il commerciante -. Sapevo che erano evangelisti ma non abusavano della parola di Dio come i fanatici della religione". Per lui Barreca era "un ragazzo tranquillo che si alzava la mattina per andare a lavorare. Si arrangiava, come tanti. Non era invasato. Non so come sia potuto accadere quello che è successo, forse una sudditanza psicologica, qualcuno che lo ha plagiato".

L'uomo è convinto che Barreca non possa aver compiuto il triplice delitto da solo. "È minuto, non penso che da solo potesse fare quello che è stato fatto". Di paure Antonella a lui non aveva mai parlato. "I corrieri non arrivano qui - dice riferendosi alla casa dei Barreca -, così Antonella faceva il fermo posta da me, spesso venivo io a portare i pacchi. Diceva che voleva andare via, non si trovava qui, è stata una vita fuori, aveva un rapporto bellissimo con il fratello. Solo questo ci diceva. Mai raccontato di paure". Ecco perché quando domenica si è diffusa la notizia del massacro l'uomo è rimasto "scioccato". "Non potevo crederci, sembrava una famiglia normale".

Intanto è stata convocata per venerdì 16 febbraio alle 10, presso la compagnia carabinieri di Bagheria, una conferenza stampa sul triplice omicidio. A convocare la stampa è stato il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio. 

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