Sabato, 16 Ottobre 2021
CRONACA / Roma

Giovanni Battista Ceniti, chi è il ferito nell'agguato a Silvio Fanella

Genovese, 29 anni, dagli inquirenti viene definito come non gravitante negli ambienti politici romani. Casapound: "L'abbiamo cacciato 3 anni fa. Il suo gruppo fu sciolto". Ma i conti non tornano: almeno fino al dicembre 2012 "un" Giovanni Ceniti era ancora membro dell'associazione

ROMA - Nell'agguato della Camilluccia in cui è rimasto ucciso Silvio Fanella, il "cassiere" di Mokbel, c'è anche un ferito molto grave. Si tratta del 29enne Giovanni Battista Ceniti, originario di Genova. L'uomo è stato ritrovato davanti al cortile di via dei Gandolfi. L'ipotesi - come riporta Roma Today - è che possa essere stato abbandonato dal commando di killer che ha freddato Fanella. Lui stesso avrebbe fatto parte del commando e nel corso dell'agguato sarebbe stato colpito da colpi esplosi da Fanella.

Soccorso in strada dal 118 è stato portato in codice rosso al policlinico Gemelli dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico perché colpito da un colpo di arma da fuoco. Le sue condizioni sono gravi e la prognosi è riservata. Sulla sua figura c'è più di un'incognita. Infatti apparentemente Ceniti non ha legami con la politica romana. Il 29enne non frequentava Roma. L'ipotesi è che possa essersi avvicinato alla Capitale orbitando nell'area della Destra.

Ceniti è stato però da subito individuato come un militante di Casapound dal quotidiano Repubblica. Appena diffusa la notizia il movimento presieduto da Gianluca Iannone ha diffuso una nota in cui minacciava querele. "Nessun esponente di Cpi è coinvolto nell'agguato avvenuto questa mattina a Roma e siamo pronti a querelare immediatamente chiunque sostenga il contrario. Conosciamo benissimo i meccanismi in base ai quali agisce la solita macchina del fango - concludeva Iannone - e non permetteremo a nessuno di insudiciare impunemente il nome di CasaPound Italia e di diffondere sospetti e veleni fondati sul nulla. Ci rivedremo in tribunale".

Poco dopo però, di fronte all'evidenza, ha dovuto correggere il tiro. "Un giovane con quel nome era stato espulso dall'organizzazione di estrema destra qualche anno fa per condotta non adatta al movimento. L'abbiamo cacciato più di 3 anni fa e il suo gruppo venne sciolto, ma non era un dirigente, solo responsabile di una zona in provincia di Verbano-Cusio-Ossola - ha detto ancora - Aveva comportamenti poco seri. Ma forse si tratta di un caso di omonimia".

Ma anche qui qualcosa non torna: sul sito di CasaPound Piemonte sono ancora online articoli che parlano di Ceniti come responsabile della zona di Verbania-Cusio-Ossola risalenti al dicembre 2012 (come si vede nella foto). Il che significa che almeno fino a un anno e mezzo fa "un" Ceniti - probabilmente il membro del commando killer - era ancora tra le fila di CasaPound.

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