Mercoledì, 28 Luglio 2021
Giubileo / Roma

Il Papa apre la Porta Santa: inizia il Giubileo

Il primo pontefice non europeo della storia, primo Papa gesuita, chiama il mondo "alla misericordia". Sarà un Giubileo vicino ai peccatori ma, soprattutto, di tutti: immigrati, carcerati e disoccupati

ROMA - Con l'apertura della Porta Santa inizia il tanto atteso Giubileo straordinario indetto lo scorso marzo da Papa Francesco. L'attesa è finita. Dopo le polemiche per i cantieri promessi e mai arrivati o aperti e portati avanti al rallentatore, con l'ansia per la sicurezza ai tempi dell'Isis, si apre il Giubileo della Misericordia. Roma è pronta? Il punto interrogativo non è casuale. Tante, troppe le incognite che accompagnano la città verso questo grande evento. La certezza è che comunque ormai ci siamo. 

GIUBILEO, TUTTI GLI APPUNTAMENTI DELL'ANNO SANTO

PERCHE' QUESTO GIUBILEO E' COSì IMPORTANTE - Il primo Pontefice extra-europeo della storia, il primo Papa gesuita, il primo Papa Francesco ha convocato sì un Giubileo, ma molto diverso dal passato. Fin dalla bolla d'indizione, il 13 marzo 2015, l'argentino ha precisato che l'anno santo si svolgerà sì a Roma, ma non solo. I pellegrini potranno arrivare nella città eterna, passare (previa prenotazione online) dalla Porta santa di San Pietro, ma varrà lo stesso se varcheranno la Porta santa della cattedrale più vicina. Il Pontefice delle 'periferie' non poteva non valorizzare le Chiese locali. A partire da Bangui, capitale di uno dei paesi più violenti del globo, il Centrafrica, nonché 'capitale spirituale', come l'ha definita lo stesso Bergoglio. Il giorno dopo aver aperto la porta santa, peraltro, il Papa è andato nella moschea di Bangui, che si erge lungo il pericolosissimo quinto chilometro, nonostante in molti lo avessero sconsigliato per motivi di sicurezza, ha pregato scalzo, ha porta l'imam con sé sulla papa-mobile, inviando un messaggio di dialogo con i musulmani teso a sfidare ogni presagio di 'scontro di civiltà'. 

TERRORISMO - Gli attentati di Parigi portano l'Isis nel cuore dell'Europa, ma il Vaticano declina immediatamente l'invito a sconvocare il Giubileo: 'C'è ancora più bisogno di misericordia', taglia corto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. Nessuno sottovaluta il rischio attentati, Gendarmeria vaticana e forze dell'ordine italiane collaborano strettamente, ma cancellare l'evento che durerà da domani al 20 novembre 2016, ragionano peraltro in Vaticano, la darebbe vinta a chi vuole diffondere il terrore. 

I FEDELI - L'afflusso dei fedeli potrebbe essere inferiore a quello inizialmente previsto, più di un fedele cancella le prenotazioni per paura di attentati, ma il Papa che sogna una Chiesa 'povera e per i poveri', che combatte il malaffare in Vaticano, non vuole una grande kermesse, ribadisce che le porte sante sono quelle di ogni cattedrale del mondo, nonché quella che aprirà la settimana prossima nell'ostello Caritas della stazione Termini, è distante anni luce dall'epoca in cui la Santa Sede batteva cassa grazie ai pellegrini di tutto il mondo, punta ad un evento meno spettacolare (anche se domani sera la cupola di San Pietro si illuminerà di uno spettacolo di luci) e più spirituale. 

LA MISERICORDIA- Incentrando il Giubileo sul tema della misericordia, poi, Francesco vuole sottolineare ancora una volta la sua idea di Chiesa. Il fatto che sia un anno santo 'straordinario' rimarca, appunto, la straordinarietà del frangente per il Vaticano. Straordinarie, del resto, sono state le dimissioni di Joseph Ratzinger, straordinario il Conclave che ha eletto l'arcivescovo di Buenos Aires, straordinario il primo di due sinodi che il Pontefiche ha convocato, l'anno scorso e quest'anno, sul controverso tema della famiglia. Il Papa insiste su una Chiesa 'ospedale da campo', materna, conciliare e missionaria. La 'misericordia', allora, è ben più di una categoria religiosa. E' un modo di intendere la fede, Dio e la Chiesa meno focalizzata sul rimbrotto morale, sui 'valori non negoziabili' in bioetica e sul ribadimento della dottrina, vicina ai peccatori, alle persone in situazioni familiari irregolari, o che vivono ai margini della società: immigrati, carcerati, disoccupati. 

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