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Martedì, 16 Aprile 2024
La ricostruzione / Venezia

Giulia Cecchettin uccisa da Filippo Turetta: spunta un altro testimone e c'è il giallo dell'avvistamento in montagna

Gli inquirenti hanno ricostruito le ultime ore di vita della 22enne. Unico accusato il suo ex fidanzato. Il ragazzo è in prigione in Germania ma c'è l'ok per l'estradizione. Cosa sappiamo finora

La magistratura tedesca ha dato l'ok all'estradizione di Filippo Turetta, il 22enne accusato di avere ucciso l'ex fidanzata Giulia Cecchettin e poi essere fuggito in auto. Questione di giorni e sarà in Italia. Intanto gli inquirenti lavorano per ricostruire le ultime ore di vita della ragazza: da quando lui passa a prenderla a casa per andare al centro commerciale al ritrovamento del cadavere. I due erano usciti insieme come amici e lei gli ha offerto la cena. C'è poi un nuovo elemento. Come spiega Ivan Grozny Compasso su PadovaOggi, ci sarebbe un secondo testimone della feroce aggressione.

Filippo Turetta e la perizia psichiatrica per "un ragazzo d'oro che aiutava gli altri"

Filippo Turetta in cella da solo 

Filippo Turetta è in una cella da solo, una modalità di detenzione "consueta" per i detenuti in custodia cautelare in Germania. Finora non ha rilasciato dichiarazioni su quanto accaduto tra lui e Giulia.

Oggi, 22 novembre, i giudici tedeschi hanno dato il via libera alla consegna alle autorità italiane del 22enne. "Se la persona perseguitata ha acconsentito all'estradizione semplificata e non sono più evidenti ostacoli all'estradizione'', per eseguirla ''non è necessaria un'ulteriore decisione del tribunale", recita una nota. La decisione sarà comunicata al ministero della Giustizia che chiederà al Viminale di disporre il trasferimento in Italia di Turetta. 

Giulia Cecchettin ha pagato la cena a Turetta prima di essere uccisa

Gli inquirenti hanno fatto una ricostruzione delle ultime ore di vita di Giulia. Un film dell'orrore messo insieme unendo le "tracce" lasciate dai ragazzi: dalla cena al centro commerciale sabato sera alla prima lite a pochi metri da casa di Giulia, dall'aggressione ripresa dalle telecamere della zona industriale di Fossò al percorso fatto poi dall'auto di Turetta.

C'è un dettaglio che ha il sapore della beffa. L'ultima cena di Giulia e Filippo al Mc Donald's al centro commerciale "Nave de Vero" di Marghera (Venezia) è stata pagata dalla vittima, uno scontrino da 17,80 euro saldato alle ore 21.03 con la carta di credito. Poi il rientro a Vigonovo e l'aggressione.

Giulia Cecchettin uccisa con "ferocia inaudita"

Il gip nel motivare la richiesta di arresto di Turetta parla di un delitto compiuto con "inaudita ferocia". Il ragazzo al momento è ritenuto il solo responsabile ed è accusato di sequestro di persona e omicidio volontario aggravato. Giulia, nella ricostruzione del giudice, ha lottato per quasi 25 minuti prima di arrendersi al suo carnefice. Le grida d'aiuto di Giulia, e l'invocazione "così mi fai male" vengono udite - si legge nelle carte - da un vicino di casa alle 23.15, nel parcheggio a 150 metri da casa Cecchettin. Quando l'azione omicida si è già spostata invece nella zona industriale di Fossò, e si vede Turetta che carica il corpo in auto, l'orario è quello delle 23.40.  

Spunta un altro testimone dell'omicidio di Giulia Cecchettin

PadovaOggi parla anche della presenza di un altro testimone dell'aggressione subita da Giulia Cecchettin. Il primo è, come detto, il vicino di casa dei Cecchettin che ha sentito le urla e ha chiamato i carabinieri ma quando la pattuglia è arrivata i due ragazzi erano già andati via. Il secondo sarebbe un addetto alla sorveglianza dello stabilimento Dior a Fossò. Avrebbe assistito alla scena da dentro la guardiola, presidiata tutte le notti dalla sicurezza. L'uomo sarebbe già stato sentito dai carabinieri e avrebbe riferito di Giulia che invocava aiuto.

Il giallo dell'avvistamento di Turetta in montagna

Nella ricostruzione entra poi un'altra persona. Un uomo avrebbe visto Turetta in auto in montagna, quando cioè Giulia era già morta. Thomas Colussa, un esploratore della montagna, ha postato un video sui social in cui racconta di avere visto l'auto di Turetta. Il video è stato girato a San Pietro di Cadore e Colussa racconta di avere visto un'auto parcheggiata dove di solito non c'è nessuno, sopra il lago di Misurina. L'area è a una quindicina di minuti di strada dal distributore di benzina dove ha fatto rifornimento con le banconote sporche del sangue di Giulia: "Abbiamo avuto Filippo Turetta a un metro e non lo sapevamo".

I genitori di Filippo Turetta: "Non siamo una famiglia patriarcale"

A casa Turetta i genitori di Filippo non si danno pace.  "Mi sembra impossibile. Ma poi dicono dello scotch, del coltello, non so cosa pensare... Forse voleva sequestrarla per non farle dare la tesi e poi la situazione è degenerata. Secondo noi, gli è scoppiata qualche vena in testa. Non c'è davvero una spiegazione", dicono intervistati dal Corriere.

"Parlano di possesso, maschilismo, incapacità di accettare che lei fosse più brava di lui. Non è assolutamente niente di tutto questo. Io sono convinto che qualcosa nel suo cervello non abbia più funzionato, aggiunge papà Nicola.

"Proviamo - dicono - un immenso dolore per la povera Giulia. Siamo vicini alla sua famiglia, siamo devastati per quello che è accaduto. Pensiamo in continuazione a lei. Ci fa male vederci additare come genitori inadeguati, come una famiglia simbolo del patriarcato". 

I Turetta non hanno ancora parlato col figlio: "Ci hanno detto che è molto provato. Se non lo riporteranno in Italia nei prossimi giorni, ci organizzeremo per andare noi in Germania. Resta nostro figlio. Cosa dobbiamo fare? Pagherà per quello che ha fatto. Noi siamo pur sempre i suoi genitori".

comune di vigonov foto giulia cecchettin

Mentre le indagini proseguono e si attende il rientro di Turetta in Italia, da Nord a Sud si moltiplicano le iniziative in memoria di Giulia e delle vittime di femminicidio. La studentessa è stata ricordata nelle scuole, da più parti c'è la richiesta di una giornata di lutto nazionale. La gigantografia con la foto sorridente di Giulia seduta su un'altalena campeggia sulla facciata della sede del Comune di Vigonovo (Venezia) dove lei viveva. I funerali (non c'è ancora una data) saranno celebrati dal vescovo di Padova Claudio Cipolla.

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