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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Dopo la tragedia

La lettera di Elena Cecchettin: "Per Giulia bruciate tutto"

La sorella della 22enne affida le sue parole di dolore al Corriere della Sera: "I mostri non sono malati, sono figli sani del patriarcato, della cultura dello stupro"

"Il femminicidio è un omicidio di Stato, perché lo Stato non ci tutela, perché non ci protegge. Il femminicidio non è un delitto passionale, è un delitto di potere". Sono parole di dolore, ma lucide, quelle che Elena Cecchettin, la sorella di Giulia, uccisa secondo le accuse dall'ex fidanzato Filippo Turetta, affida al Corriere della Sera. Una lettera in cui la giovane parla di "cultura dello stupro" e di "patriarcato". Fin dalle prime ore, la ragazza ha preso posizione perché la tragedia che ha sconvolto la sua famiglia sia uno spunto di riflessione sulla violenza di genere. Quello di Elena Cecchettin è anche un atto d'accusa verso la società, un appello a far sì che non succeda più.

"Turetta viene spesso definito come mostro - scrive Elena -, invece mostro non è. Un mostro è un'eccezione, una persona esterna alla società, una persona della quale la società non deve prendersi la responsabilità. E invece la responsabilità c'è. I "mostri" non sono malati, sono figli sani del patriarcato, della cultura dello stupro". E ancora:

"La cultura dello stupro è ciò che legittima ogni comportamento che va a ledere la figura della donna, a partire dalle cose a cui talvolta non viene nemmeno data importanza ma che di importanza ne hanno eccome, come il controllo, la possessività, il catcalling. Ogni uomo viene privilegiato da questa cultura".

Omicidio Giulia Cecchettin: tutti gli indizi sulla premeditazione di Filippo Turetta (che rischia l'ergastolo)

"Viene spesso detto 'non tutti gli uomini'. Tutti gli uomini no, ma sono sempre uomini - continua Elena Cecchettin -. Ditelo a quell'amico che controlla la propria ragazza, ditelo a quel collega che fa catcalling alle passanti, rendetevi ostili a comportamenti del genere accettati dalla società, che non sono altro che il preludio del femminicidio".

"Serve un'educazione sessuale e affettiva capillare, serve insegnare che l'amore non è possesso. Bisogna finanziare i centri antiviolenza e bisogna dare la possibilità di chiedere aiuto a chi ne ha bisogno. Per Giulia non fate un minuto di silenzio, per Giulia bruciate tutto", conclude la sorella di Giulia.

Elena Cecchettin, che sin dalla scomparsa della sorella Giulia ha sospettato dell'ex fidanzato Filippo Turetta, aveva parlato a più riprese durante le ricerche della ragazza. "Se non vi sentite sicure, chiedete aiuto", aveva consigliato alle ragazze. Poi aveva salutato la sorella con un "rest in power, per te bruceremo tutto". Aveva anche polemizzato con il leader della Lega Matteo Salvini per una frase sulla colpevolezza di Turetta. E aveva rilanciato su Instagram il post della scrittrice femminista Valeria Fonte: "È stato il vostro bravo ragazzo".

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