Lunedì, 25 Ottobre 2021
Decapitato il vertice di Forza Nuova/ Il "delfino" / Roma

Chi è Giuliano Castellino in prima fila nelle violenze dei no vax

Il leader romano di Forza Nuova non potrebbe partecipare a manifestazioni poiché è sottoposto a Daspo e a sorveglianza speciale eppure era sul palco di Roma dei no green pass

Dalla prossima settimana avranno bisogno del vaccino per andare a lavorare, o di tre tamponi a settimana, senza i quali non avranno più lo stipendio. Erano tanti i lavoratori no vax senza più partito e senza più bandiere scesi in piazza oggi nella manifestazione no green pass che solo a Roma ha riunito circa 10mila persone. Tra loro c'erano anche i ristoratori del movimento IoApro e tanti uomini e donne di diversa estrazione sociale e di diverso colore politico ma la "regia" della piazza è da tempo in mano all'estremismo di destra, da Forza Nuova a Casapound.

C'è infatti anche l'estremismo nero dietro le scene di violenza che si sono viste nelle strade di Roma, militanti i cui proclami rimandano all'ideologia fascista e che da mesi raccolgono la rabbia contro le scelte del governo circa il piano vaccinale e l'obbligo di green pass.

Gruppi organizzati e 'cani sciolti' in lotta contro una decantata "dittatura sanitaria": "Le piazze d'Italia si fermeranno e scenderanno a Roma contro il Green Pass per il lavoro e la libertà" avevano scritto nei giorni scorsi gli organizzatori della manifestazione. In prima fila il leader romano di Forza Nuova Giuliano Castellino. "Siamo 100 mila. Oggi fermiamo il certificato verde - ha detto Castellino prendendo la parola. Ma chi è davvero Giuliano Castellino?

L'attivista no green pass allo stadio col green pass

Attivista di Forza Nuova già finito in carcere nel 2019 e condannato in primo grado per l'aggressione a due giornalisti de L'Espresso, Giuliano Castellino sei anni fa venne fermato per droga, ma poi il giudice stabilì che la cocaina trovata nel suo motorino fosse per uso personale. Non potrebbe partecipare a manifestazioni poiché è sottoposto a sorveglianza speciale dopo essersi reso protagonista nel mese di ottobre 2020 della "reiterata violazione delle norme anti-Covid nonché di condotte di pubblica istigazione alla contravvenzione delle stesse", eppure è nelle piazze. Il 13 settembre era stato anche colpito da Daspo, un provvedimento che per 5 anni lo "dovrebbe" tenere anche lontano dallo stadio dove è solito seguire le partite della Roma. E dove si entra solo col green pass. Per entrare ha dovuto presentare al varco un test del tampone negativo ha fatto sapere lui a Repubblica Roma: “Ho fatto il tampone. Quello si può fare, secondo le nostre regole. Sono entrato con il foglio che certifica il risultato negativo”.

Secondo il tribunale di Roma Castellino è "un soggetto pericoloso in relazione ai reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica" poiché "organizza forme di protesta destinate a sfociare in scontri con le Forze dell'Ordine, in quanto, non solo attuate mediante iniziative non autorizzate, ma deliberatamente tese ad elevare il livello di conflittualità sociale con modalità che includono il programmato scontro fisico con gli appartenenti alle Forze dell’ordine, con danneggiamento o occupazioni di edifici, con cori offensivi e atteggiamenti provocatori e di plateale sfida sfrontata adottati, così da suscitare l’emulazione, nei confronti di appartenenti alle Forze dell’Ordine comandati a tutela della sicurezza dei cittadini e perciò in servizio di Ordine Pubblico".

Il ruolo di leader del movimento romano di Forza Nuova non viene considerato dal Tribunale una circostanza scriminante, come evidentemente riteneva la difesa, piuttosto viene giudicata "un elemento di maggior pericolo". Sostiene infatti il Tribunale che il Castellino utilizza il suo ruolo "politico con la finalità di amplificare l'eco pubblico dei suoi richiami a violare le leggi ed incrementare il numero dei partecipanti alle manifestazioni di piazza che organizza, riuscendo così, in piena emergenza pandemica, a far convergere centinaia di persone, con conseguente incremento del rischio di contagio, assumendo condotte pubbliche inneggianti alla ribellione, alla disobbedienza e al combattimento", si legge.

Il Tribunale che aveva applicato per lui la misura delle sorveglianza speciale aveva specificato che in caso di violazione delle prescrizioni sarebbe stata applicata la reclusione da uno a cinque anni consentendo l'arresto anche fuori flagranza.

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