Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Giulio Regeni, il capo del sindacato confessa: "L'ho denunciato io, faceva troppe domande"

Mohamed Abdallah, leader degli ambulanti: "L'ho consegnato agli Interni e ogni buon egiziano, al mio posto, avrebbe fatto lo stesso". Poi allusioni pesanti: "Lo avranno ucciso le persone che lo hanno mandato qua". Ma Giulio non era una spia, e la verità è lontana

Nuovo capitolo nelle indagini sulla morte di Giulio Regeni.

Il capo del sindacato degli ambulanti, Mohamed Abdallah, ha ammesso: "Sì, l'ho denunciato e l'ho consegnato agli Interni e ogni buon egiziano, al mio posto, avrebbe fatto lo stesso". Lo ha dichiarato all'edizione araba dall'Huffington Post e la notizia è stata riportata da Brahim Maarad sull'Espresso.

"Io e Giulio ci siamo incontrati in tutto sei volte. E' un ragazzo straniero che faceva domande strane e stava con gli ambulanti per le strade, interrogandoli su questioni che riguardano la sicurezza nazionale. L'ultima volta che l'ho sentito al telefono è stato il 22 gennaio, ho registrato la chiamata e l'ho spedita agli Interni" dice Abdallah.

"Siamo noi che collaboriamo con il ministero degli Interni - continua il sindscalista - Solo loro si occupano di noi ed è automatica la nostra appartenenza a loro. Quando viene un poliziotto a festeggiare con noi a un nostro matrimonio, mi dà più prestigio nella mia zona". 

"E’ illogico - accusa l'uomo - che un ricercatore straniero si occupi dei problemi degli ambulanti se non lo fa il ministero degli Interni. Quando io l’ho segnalato ai servizi di sicurezza, facendo saltare la sua copertura, lo avranno ucciso le persone che lo hanno mandato qua".

Un'allusione oscura, non nuova: ma Giulio Regeni non era una spia come in tanti al Cairo hanno cercato di far credere in tutti questi mesi. Giulio Regeni era un dottorando. Troppi i punti della vicenda che ancora devono essere chiariti. Regeni, dottorando italiano dell'Università di Cambridge, fu rapito il 25 gennaio 2016, giorno del quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir, e il suo corpo fu ritrovato il 3 febbraio successivo. Le condizioni della sua salma, ritrovata vicino al Cairo in un fosso lungo l'autostrada Cairo-Alessandria, hanno sin dai primi giorni evocato ipotesi di tortura in connessione con i legami che Regeni aveva con alcuni movimenti sindacali.

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