Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Regeni, fallito il vertice Italia-Egitto: "Ora vogliamo tutta la verità"

Alta tensione diplomatica, dopo il richiamo dell'ambasciatore voluto dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Decisivo il rifiuto di consegnare i dati con il traffico telefonico. Renzi: "Ci fermeremo soltanto quando saremo davanti alla verità"

Dopo che il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha richiamato a Roma per consultazioni l'ambasciatore italiano al Cairo Maurizio Massari, tra Italia ed Egitto è alta tensione diplomatica. Una decisione che ha di fatto dato seguito a quanto era già stato detto: in caso di mancata soddisfazione delle richieste di chiarezza italiane sulle circostanze che hanno portato alla morte di Giulio Regeni, Roma prenderà provvedimenti. E così è stato.

Intanto i componenti della delegazione e responsabili della sicurezza de Il Cairo hanno lasciato il suolo italiano con un volo di linea della compagnia Alitalia. I delegati si sono rifiutati di rilasciare qualsiasi dichiarazione riguardo l'insuccesso della missione"L'Egitto valuterà in modo completo la situazione quando la sua squadra di investigatori tornerà a casa", si è limitato a dire il portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Ahmed Abu Zeid, aggiungendo che Il Cairo non ha ancora ricevuto una notifica ufficiale della decisione italiana di richiamare l'ambasciatore in Egitto, né delle "ragioni dietro a questa decisione".

LA TESI EGIZIANA - La tesi recentemente proposta dal Cairo, secondo la quale lo studioso impegnato in una ricerca sulle forze sindacali in Egitto sarebbe finito vittima di una banda di delinquenti comuni, non ha convinto nessuno. Gli inquirenti italiani hanno chiarito ai colleghi del Cairo "il convincimento che non vi siano elementi del coinvolgimento diretto della banda criminale nelle torture e nella morte di Giulio" quando i magistrati della procura generale egiziana hanno riferito delle circostanze nelle quali "sono stati recentemente rinvenuti i documenti di Giulio Regeni". Il riferimento è a un raid della polizia egiziana, nel quale sono morte quattro persone il 24 marzo scorso. Allora le autorità del Cairo sostennero di aver lì rinvenuto i documenti del giovane italiano. 

La versione della gang di criminali comuni che avrebbero rapito e torturato a morte Regeni non è credibile neanche per i genitori dello studioso dell'università di Cambridge, i quali hanno parlato in una conferenza stampa esplicitamente di un "tentativo di depistaggio". Il presidente della Commissione parlamentare dei diritti umani Luigi Manconi aveva già puntato il dito contro "i due mesi e mezzo di menzogne" che potrebbero impedire di arrivare a una verità sulla vicenda.

IL COMMENTO DI RENZI - "Dopo esito incontri magistrati a Roma - ha scritto Matteo Renzi su Twitter - Italia ha deciso formalmente di richiamare per consultazioni Ambasciatore. Italia si fermerà solo davanti alla verità. #veritapergiulioregeni". 

Sulla vicenda il premier ha aggiunto: "Il nostro Paese ha preso un impegno con la famiglia Regeni, con la memoria di Giulio Regeni, ma anche con la dignità di ciascuno di noi nel dire che non ci saremmo fermati se non davanti alla verità. Il procuratore di Roma, dottor Pignatone e i suoi collaboratori si sono espressi considerando deludenti i colloqui con le autorità egiziane e quindi è arrivato il richiamo in Patria per consultazioni dell'ambasciatore. Ci fermeremo solo davanti alla verità".

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