Mercoledì, 12 Maggio 2021
Lui respinge le accuse / Napoli

I due rapinatori trovati morti in strada, arrestato il ragazzo che aveva subìto lo scippo: "Li ha investiti e uccisi"

Secondo gli inquirenti Giuseppe Greco avrebbe travolto con la sua auto lo scooter su cui viaggiavano i due uomini a Marano di Napoli: è accusato di duplice omicidio volontario

Il luogo dell'accaduto a Marano di Napoli, foto Ansa

C'è una svolta nel caso dei due uomini trovati morti in strada a Marano di Napoli venerdì scorso. Su ordine della procura di Napoli nord, i carabinieri della compagnia di Marano hanno fermato il 26enne Giuseppe Greco, accusato di duplice omicidio volontario per la morte del trentenne Ciro Chirollo e il 39enne Domenico Romano. Secondo gli inquirenti, guidati dal procuratore Carmine Renzulli e dal sostituito Paolo Martinelli, Greco avrebbe travolto con la sua auto lo scooter su cui viaggiavano i due uomini, dopo aver subìto una rapina dagli stessi.

Giuseppe Greco fermato per duplice omicidio a Marano di Napoli

Il fermo è arrivato a distanza di qualche giorno per permettere la verifica della versione rilasciata dal 26enne agli inquirenti. Greco, che dopo il fatto ha abbandonato il luogo dell'impatto, ha raccontato di aver subìto la rapina, ma ha sempre respinto l'accusa di averli travolti. Sul luogo dell'impatto è stato ritrovato un orologio, corrispondente per marca a quello che sarebbe stato il provento della rapina, e una pistola Beretta che probabilmente apparteneva ai due rapinatori.

Cosa è successo venerdì 26 marzo a Marano di Napoli? Intorno alle 19,40, i carabinieri sono intervenuti su segnalazione della polizia municipale in via Antica Consolare Campana, una strada periferica di Marano, dove hanno trovato i corpi senza vita di Ciro Chirollo e di Domenico Romano, di 30 e 39 anni, entrambi di Sant'Antimo e già noti alla giustizia, accanto ad un'auto, una Smart incidentata contro un muro e ad uno scooter T-Max. A terra anche una pistola con matricola abrasa e un Rolex.

Gli accertamenti dei militari dell'Arma, insieme ad alcune testimonianze raccolte sul posto e alle immagini delle telecamere in zona, hanno consentito di ricostruire che le due vittime in sella allo scooter avrebbero sfilato il Rolex dal polso di un 26enne incensurato di Marano, che era al volante della sua Smart. Quest'ultimo avrebbe poi inseguito per circa duecento metri i rapinatori, che sarebbero poi finiti rovinosamente a terra. I due a bordo dello scooter sono morti entrambi nella caduta, mentre il conducente dell'auto ha lasciato la sua auto ormai inutilizzabile per recarsi a piedi presso la stazione dei carabinieri di Marano dove sabato mattina, alle 7,30, è stato interrogato dal dottor Martinelli della procura di Napoli nord.

Giuseppe Greco era stato denunciato a piede libero, fino al fermo arrivato nelle scorse ore. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso le testimonianze e i filmati di alcune telecamere di videosorveglianza, sarebbe stato il 26enne ad aver inseguito e investito con la sua Smart i due rapinatori che erano fuggiti a bordo di uno scooter dopo avergli sottratto il Rolex, sotto la minaccia di una pistola.

I legali di Giuseppe Greco avevano respinto le accuse affermando che il loro assistito non aveva investito i due uomini. "Ero impaurito e insanguinato - ha detto Greco - fortunatamente è passato un ragazzo in scooter che conosco di vista, si è fermato e mi ha aiutato; con lui ho fatto un giro della zona, scoprendo un chilometro più avanti i pezzi della carrozzeria della mia Smart e i due corpi vicini. Mi sono fatto quindi accompagnare a casa e sono poi andato dai carabinieri".

Cadaveri trovati in strada nel napoletano - foto Ansa (2)-2


 

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