Venerdì, 16 Aprile 2021
L'esito dell'autopsia / Bologna

Scagionato il vaccino AstraZeneca: per la Procura nessun legame con la morte del prof Giuseppe Morabito

Il procuratore capo di Bologna ha reso noto l’esito dell’autopsia: i tecnici “hanno comunicato l’insussistenza di evidenze di una correlazione causale tra il decesso e la somministrazione”. Morabito era positivo al coronavirus

Non è emerso alcun legame tra la vaccinazione con AstraZeneca e il decesso di Giuseppe Morabito, il docente di 61 anni morto dieci giorni a Vergato, nel bolognese. A renderlo noto è il procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, in merito all’inchiesta aperta sul decesso del professore, trovato morto in casa il 13 marzo scorso dopo un peggioramento delle sue condizioni di salute. "I consulenti tecnici, all'esito dell'autopsia, hanno comunicato l'insussistenza di evidenze di una correlazione fisiopatologica causale tra il decesso e la somministrazione di vaccino AstraZeneca”,  ha dichiarato Amato. “L’esito dell'autopsia ha peraltro fatto rilevare che il deceduto era portatore di infezione da Sars-Cov2. Gli esami vanno ulteriormente suffragati, ma allo stato, come riferito, non sono emersi legami tra la morte e la somministrazione del vaccino”, ha concluso il pm.

Lo stesso Amato, annunciando l’apertura del fascicolo sulla morte del professore, aveva detto: “Fare allarmismi, come anche fare delle ipotesi, adesso non ha senso e l’autopsia chiarirà le cause della morte dell’uomo”. Il vaccino, aveva aggiunto poi Amato, “oltre ad essere l’unico modo per uscire dalla pandemia” è “un dovere e un diritto”, pertanto “bisogna avere fiducia”. 

Giuseppe Morabito, il prof trovato morto in casa a Vergato (Bologna)

Giuseppe Morabito, vicepreside della scuola media Veggetti di Vergato, era stato vaccinato lo scorso 3 marzo. Alcuni colleghi e il dirigente scolastico, Manuel Salvaggio, che erano stati in contatto “virtuale” con lui, avevano riferito che il suo stato di salute sembrava peggiorato dopo la somministrazione. “Da quando sono qui non aveva mai fatto un giorno di malattia e una decina di giorni fa, annunciando di aver prenotato il vaccino, aveva detto che se non si fosse sentito bene dopo la somministrazione sarebbe rimasto a casa. Il giorno dopo abbiamo avuto la consueta riunione di presidenza sulla piattaforma Meet ed è parso subito a tutti molto giù di tono. Idem nelle lezioni fatte online: sembrava molto stanco, sempre affaticato ed è stato così per l'intera settimana”, aveva detto Salvaggio a BolognaToday. Alla domanda se Morabito avesse avuto contatti con persone malate di Covid o si fosse sottoposto a tamponi, Salvaggio aveva risposto: “Nessun tampone e quindi nessun contatto né sintomo sospetto, altrimenti non sarebbe venuto a scuola”.

Giuseppe Morabito viveva solo. Da qualche tempo, aveva ricordato Salvaggio, aveva accolto in casa una collega di una scuola primaria, alla quale aveva affidato una stanza all’interno del suo appartamento. La donna si era presa qualche giorno di permesso ed era rientrata a Vergato proprio la mattina del 13 marzo. “Lei e un collega hanno cominciato a suonare il campanello ma niente. Temevano il peggio e avevano ragione: hanno chiamato il 118, ma ormai era tardi”. Giuseppe Morabito è stato “un grande uomo che faceva dell’umiltà la sua veste migliore, un professore che amava la disciplina che insegnava e che provava a infondere passione e interesse per la stessa nei suoi alunni”. 

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