Martedì, 9 Marzo 2021

Giuseppe Pio D'Astolfo: il 18enne pestato da una baby gang a Lanciano

L’ematoma nella parte sinistra del cranio è stato rimosso, le sue condizioni però restano critiche ed è in coma farmacologico. La madre chiede giustizia

Giuseppe Pio D'Astolfo, 18enne di Lanciano, è in coma dopo aver ricevuto un pugno in testa nella notte di sabato alla vecchia stazione Sangritana di Lanciano. Come ha raccontato ChietiToday, ad agire è stata una baby gang composta da cinque ragazzi, tra cui alcuni minorenni.

Giuseppe Pio D'Astolfo: il 18enne pestato da una baby gang a Lanciano

Il Corriere della Sera racconta oggi che l’ematoma nella parte sinistra del cranio è stato rimosso, le sue condizioni però restano critiche. «Non peggiora ma è ancora in pericolo di vita», dice il primario del reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Pescara, Rosa Maria Zocaro.

Giuseppe è in coma farmacologico, lo stato di sedazione in cui lo mantengono serve a proteggere il cervello da ulteriori rischi. Il pugno che ha ricevuto in testa, sferrato da uno dei cinque della baby gang che ha prima insultato e minacciato e poi rincorso i tre amici, poteva ucciderlo. Nessuno di loro si è fermato a prestare soccorso quando è crollato a terra. Hanno preferito dileguarsi.  

La procura indaga per lesioni personali gravi. Nel gruppo che l'ha colpito ci sarebbero anche minorenni. Paola, la madre di Giuseppe, chiede giustizia: "Io so soltanto che per questa grande violenza che ci hanno inflitto gratuitamente, senza una ragione, queste persone devono pagare. Quel ragazzo è la mia vita, da me non otterranno mai alcun perdono finché avrò respiro". 

I carabinieri, diretti dal maggiore Vincenzo Orlando, stanno ricostruendo le fasi della brutale aggressione. Sono stati ascoltati vari testimoni e visionate alcune telecamere della zona per poter identificare i componenti del gruppo di giovani aggressori. Repubblica ha scritto ieri che per gli amici di Giuseppe quei cinque erano volti già visti ma non si conoscevano, né c’erano conti in sospeso:

«Che hai da guardare? Dai, vieni qui a fare il furbo», incitano i bulli dopo uno scambio di stupidaggini. «Ma che c... volete?», replica il gruppo di Giuseppe. Lui alza la mano per prendere le distanze, ma il gesto scalda animi già bollenti per l’alcol e chissà che altro, perché lì alla ex Sangritana ci si rintana per trasgredire così. È passata da poco la mezzanotte.

E insomma «almeno in cinque» — dicono i carabinieri che stanno valutando le responsabilità individuali — cominciano ad avvicinarsi e poi a correre verso i tre giovani che scappano, o almeno ci provano perché quelli li rincorrono e li acciuffano; la ragazza non la toccano ma il ragazzo più grande riesce «a evitare un pugno che lo ha solo sfiorato», e si divincola in tempo. Giuseppe no, lui il pugno lo prende alla tempia, fortissimo, micidiale.

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