Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Milano

Giuseppe Sala torna a fare il sindaco di Milano: "Certo della mia innocenza su appalti Expo"

"L'accusa non costituisce un condizionamento della mia attività". Lo ha scritto il sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha "interrotto" la sua autosospensione, una decisione che lo aveva temporaneamente allontanato dalla poltrona di Palazzo Marino in seguito all'iscrizione nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta per la Piastra di Expo 2015

MILANO -  Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha deciso di tornare a fare il primo cittadino dopo la sua autosospensione in seguito all'iscrizione nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta per la Piastra di Expo 2015. "Torno a fare il sindaco, certo della mia innocenza verso un'accusa che non costituisce un condizionamento della mia attività. Ho apprezzato la disponibilità della Procura Generale" ha scritto in un messaggio pubblicato su Facebook.

"Vorrei inoltre ringraziare i circa 400 sindaci che hanno firmato l'appello di questi giorni: si tratta non solo di una dimostrazione di stima e di vicinanza nei miei confronti, ma anche di una lucida esposizione delle condizioni necessarie perché un amministratore possa svolgere bene il suo compito a favore dei cittadini" ha proseguito Sala.

"Torno a fare il Sindaco, certo della mia innocenza verso un’accusa che non costituisce un condizionamento della mia attività". Lo ha scritto spiegando le ragioni della sua decisione: "Ho deciso di autosospendermi poiché su un punto non si può transigere: un professionista, un uomo d’azienda e, tanto più, un amministratore pubblico hanno nell’integrità morale l’elemento insostituibile della propria credibilità. Ne va della dignità personale e della concreta possibilità di agire nell’esclusivo interesse dei cittadini".

Il fatto. Sala risulta essere iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano per una vicenda legata all'appalto per la Piastra di Expo. La decisione era maturata nella tarda serata di giovedì quando il sindaco ha appreso, come scrive lui stesso: da «fonti giornalistiche», di essere stato indagato. Il provvedimento era stato ufficializzato nella giornata di venerdì in prefettura. Nella mattinata di lunedì gli avvocati del primo cittadino hanno avuto un colloquio con il procuratore generale di Milano Roberto Alfonso al termine del quale Sala ha dichiarato di voler essere sentito al più presto, prima di giovedì 22 dicembre quando relazionerà del fatto al consiglio comunale.

"Ma vorrei soprattutto dire grazie ai tanti cittadini milanesi (e non solo) che hanno dimostrato di comprendere il mio gesto cogliendone senso e significato. Milano ha il dovere di condurre la ripresa del nostro Paese anche attraverso la conferma di un modello amministrativo che mette al centro del suo operato trasparenza e legalità" ha continuato il sindaco di Milano. 

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