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Domenica, 28 Novembre 2021
Il caso

Giuseppe Uva, "giustizia a metà"

Si riaccendono i riflettori sul caso dell'artigiano morto cinque anni fa a Varese: il gip ha ordinato nuove indagini sui poliziotti e i carabinieri presenti quella notte in caserma. Ma il pm che voleva l'archiviazione non cambia: "Sono arrabbiata", dice la sorella di Giuseppe

VARESE - "Sono soddisfatta e arrabbiata al tempo stesso. Aspettavamo da tanto questo momento, ma ora tutto torna nelle mani del pm Abate...". Il momento che Lucia Uva attendeva da mesi è giunto ieri, quando il gip di Varese Giuseppe Battarino ha ordinato alla Procura nuove indagini nei confronti degli otto agenti di polizia e a carabinieri accusati di lesioni colpose in relazione alla morte di suo fratello Giuseppe, respingendo la richiesta di archiviazione presentata dal pm Agostino Abate.

Lo ha stabilito al termine di un'udienza a Varese convocata per discutere sull'opposizione alla richiesta di archiviazione del pm presentata dai legali della famiglia Uva. Giuseppe Uva morì nel giugno 2008 all'ospedale di Varese, dopo aver trascorso parte della notte nella caserma dei carabinieri che lo avevano fermato ubriaco per strada.

"L'odierna discussione - si legge nell'ordinanza del gip - non ha dissipato le ombre sulla ricostruzione delle condotte che portarono alla morte di Giuseppe Uva". Il gip Battarino sottolinea anche che "il cittadino è stato privato della libertà mediante un trattenimento prolungatosi per oltre due ore in mancanza dei presupposti di legge per la privazione precautelare della libertà personale". E fissa per il 31 dicembre 2013 il termine per concludere le indagini.

Basteranno due mesi e mezzo per far luce sul caso, Lucia?

Credo proprio di no, il processo rischiava e rischia tuttora la prescrizione. Le indagini sono però affidate di nuovo al pubblico ministero Abate, colui che non ha mai voluto indagare fino in fondo e, anzi, ha richiesto l'archiviazione del caso.

Giustizia a metà, dunque, secondo te?

Sì, ed è per questo che sono molto arrabbiata. Da Milano hanno peraltro respinto la richiesta di avocazione del pm. Anche per questo domani il mio avvocato avrà un incontro con il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, al quale consegnerà un dossier sul caso di Giuseppe.

Nella sua ordinanza, il gip ha ipotizzato il reato di arresto illegale, e ha disposto accertamenti sul nesso tra la detenzione in caserma e la morte di Giuseppe Uva. Sei agenti di polizia e due carabinieri sono tuttora indagati per lesioni personali, mentre tre medici dell'ospedale di Varese sono stati assolti dall'accusa di omicidio colposo. Secondo i parenti di Uva, l'uomo avrebbe subìto violenze in caserma, mentre le indagini della Procura (che ha chiesto l'archiviazione per agenti e carabinieri) hanno escluso l'ipotesi.

"Siamo sereni e non abbiamo alcun timore - commenta Luca Marsico, il legale degli otto agenti e carabinieri - sappiamo qual è la verità e, per accertarla definitivamente, ben venga un supplemento di indagine".

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