Martedì, 19 Ottobre 2021
CASA

Piano casa: "Provvedimento vigliacco in stile renziano"

Quello che preoccupa di più gli attivisti dei movimenti sociali e per il diritto all'abitare è l'articolo 5 del provvedimento, che non dà la possibilità di avere la residenza nelle occupazioni. Ma a Firenze c'è chi non si stupisce: "Qui lo hanno già fatto"

Nel Piano casa all'articolo 5 si affronta il tema delle occupazioni. Il sottotitolo è "Lotte alle occupazioni abusive" e l'obiettivo del Governo con questo provvedimento è arginare il fenomeno, rendendo impossibile per gli occupanti richiedere la residenza (con il conseguente accesso ai servizi pubblici dei diversi comuni) e l’allacciamento alle utenze come acqua, luce e gas.

Durante la discussione al Consiglio dei ministri fuori da Montecitorio si sono radunati gli attivisti dei movimenti sociali e per il diritto all'abitare. La protesta contro Jobs Act e Piano casa ha voluto evidenziare quelle che, secondo gli attivisti, sono le ragioni politiche dell'articolo 5: "Una cosa odiosa che oltre a non risolvere il problema della casa, penalizza coloro che trovano soluzioni" afferma Angelo Fascetti di Asia-Usb. "Questo articolo dimostra un disegno politico preciso: impedire che il disagio sociale si organizzi per reagire alla crisi. A Roma e in tante altre città la residenza non dà la possibilità di accesso ai servizi. Inoltre dopo le misure cautelari che hanno colpito gli attivisti in queste settimane arriva questo articolo che fa emergere un chiaro progetto del terzo governo tecnico Napolitano ha in mente un attacco programmato a chi dà voce al dissenso" aggiunge Irene dei Blocchi Precari Metropolitani.

C'è poi chi si stupisce poco: "Il provvedimento è vigliacco ma in perfetto stile renziano perché anche qui è già stata applicata una filosofia del genere" parla Lorenzo Bargellini, dei movimenti per il diritto all'abitare della città del premier, Firenze.

"Nella nostra città è già successa una cosa simile: il comune ha provato per anni a non dare le residenze e si è tentato una sorta di blocco. A Firenze ci sono 17 stabili occupati e circa mille e 500 persone vivono nelle occupazioni. Hanno già anche provato a tagliare gli allacci. In realtà penso che più che un provvedimento retroattivo sia preventivo: il governo e il neo premier, nonché nostro vecchio sindaco, si sono resi conto che il fenomeno dell'occupazione degli alloggi e delle case sfitte non è più marginale, ma coinvolge tutto il Paese, da Palermo a Trento. Così corre ai ripari e mette le mani avanti. Questo è un modo come un altro per cercare di fermarci".

E per quanto riguarda la casa, come sta la città del premier? "Negli ultimi cinque anni i problemi si sono amplificata. E dire che la nostra non è una realtà gigantesca, come quella romana. Si è parlato di utilizzo delle caserme vuote ma non è stato fatto nulla. In più sono peggiorate le condizioni dei bandi sulla morosità incolpevole. E' come se fossimo tornati indietro: sei moroso? Allora non hai diritto alla casa. Abbiamo spesso sottolineato la necessità di ridiscutere tutto questo visto che la crisi ha nettamente amplificato il fenomeno. Ma nulla, nulla di nuovo, proprio come il provvedimento del governo". Anche Lorenzo ne ha da dire sul Piano Casa: "Non dice sostanzialmente nulla, non parla né all'emergenza abitativa né alla crisi e non c'è nulla di nuovo. Si ricomincia a parlare di vendita di case popolari in un momento in cui aumentano gli sfratti per morosità. Mi sembra assurdo".

Per questo i movimenti sociali hanno annunciato che torneranno in piazza già sabato 15 marzo per una manifestazione in solidarietà agli attivisti in carcere e che hanno subito misure di custodia cautelare. Ma in realtà la mobilitazione andrà avanti anche durante le prossime settimane: è già in programma un corteo nazionale per il 12 aprile, che dal ministero delle Infrastrutture vuole arrivare fino ai ministeri di Welfare ed Economia, "una campagna di primavera per porre sotto assedio le risorse disponibili e orientarle verso le necessità di chi soffre la crisi". E giovedì 20 marzo i movimenti per la casa della città del premier Renzi si troveranno sotto la prefettura per contestare il Piano casa.

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