Venerdì, 7 Maggio 2021
La decisione senza appello

Dopo gli insulti a Giorgia Meloni arriva la punizione per il prof Gozzini

Il professore universitario dovrà pagare per aver insultato pubblicamente la leader di Fratelli d'Italia nel corso di una trasmissione radiofonica. Offese dirette e sessiste, che hanno fatto indignare, il cui caso si chiude con la decisione della facoltà

Giovanni Gozzini - FOTO ANSA

Aveva insultato la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni in una diretta radio, dandole della “scrofa”, “vacca”, “pesciaiola” e “rana dalla bocca larga”. Parole irripetibili che non potevano passare inosservate, soprattutto dette da lui, Giovanni Gozzini, professore ordinario di storia contemporanea all’Università di Siena. Le sue offese avevano riscosso lo sdegno di tutto il mondo accademico, in particolare quello femminile, e costretto il rettore della facoltà ad intervenire. Infatti oggi, ad un mese dall’avvio dell’iter per discutere gli eventuali provvedimenti da prendere, è arrivata la sentenza del Consiglio di amministrazione dell'Università di Siena: sospensione del docente dall’Ufficio e dallo stipendio per 3 mesi.

Gozzini insulta la Meloni, l'iter 

Il primo ad intervenire subito era stato stato il rettore Francesco Frati. Era stato lui a sospendere subito Gozzini, per il quale si è poi mosso il Collegio di disciplina della facoltà toscana, che ha ascoltato prima il rettore e successivamente lo stesso Gozzini. Alla fine il Collegio aveva espresso un parere, arrivato direttamente sul tavolo del Cda universitario, che ha confermato la posizione del Collegio, in linea con la proposta del rettore: appunto quella della sospensione di 3 mesi da ruolo e stipendio.

Gozzini insulta la Meloni, le reazioni

Al tempo Gozzini si era anche scusato, ma a poco era valso il suo pentimento perché quegli insulti avevano scandalizzato sia il mondo accademico che le donne di vari ambiti, dalle professioni alla politica. Proprio le giornaliste di ControRadio, dove Gozzini aveva sparato a zero sulla Meloni, si erano immediatamente dissociate dal contenuto della stessa radio per cui lavorano. Poi è era arrivata anche la lettera di 69 costituzionaliste da tutta Italia, in larga parte toscane, per condannare l’atteggiamento di Gozzini, giudicato “vergognoso” e “sessista”, ancor più grave perché esternato da chi lavora in ambito universitario, “luogo di cultura, formazione e dialettica per eccellenza, sia stato espresso un così radicale disprezzo verso il pluralismo democratico delle idee e il rispetto della persona umana, assi fondanti della Costituzione italiana”.

Molto più composta la reazione della diretta vittima, Giorgia Meloni, che in tv aveva spiegato di essere “tragicamente abituata agli insulti sessisti come ogni donna che ricopre posizioni di rilievo”. Poi ha rilanciato parlando di una “sinistra che vede nell'avversario una persona indegna, con la quale non vale la pena confrontarsi da pari. Credo che siano consapevoli della debolezza delle loro posizioni e scappano dal confronto".

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