Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Grandi opere, 21 arresti per corruzione e appalti truccati in tutta Italia

Appalti truccati per i lavori della Tav Milano - Genova e dell'autostrada A3, i reati contestati sono corruzione e tentata estorsione. Gli investigatori ipotizzano un'associazione per delinquere che ha compiuto condotte corruttive per ottenere contratti di subappalto. Arresti dal Lazio alla Lombardia, dal Piemonte alla Liguria

Ansa

Corruzione in appalti per grandi opere, 21 arresti in tutta Italia. I reati contestati sono corruzione e tentata estorsione. Gli investigatori ipotizzano un'associazione per delinquere che ha compiuto condotte corruttive per ottenere contratti di subappalto.

GLI ARRESTI - Dalle prime luci dell'alba, tra il Lazio, la Lombardia, il Piemonte, la Liguria, la Toscana, l'Abruzzo, l'Umbria e la Calabria i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma stanno eseguendo una misura cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma, nei confronti di 21 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e tentata estorsione.

CORRUZIONE - L'attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, convenzionalmente denominata "Amalgama", ipotizza un'associazione per delinquere finalizzata al compimento di condotte corruttive per l'ottenimento di contratti di subappalto nell'ambito dei lavori per la realizzazione di varie opere pubbliche.

LE GRANDI OPERE -  Le opere pubbliche sono: tratta TAV "A.V./A.C Milano-Genova-Terzo Valico Ferroviario dei Giovi" (Alta Velocità Milano-Genova); sesto Macrolotto dell'Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e della People Mover di Pisa.

IL GRUPPO - L'indagine ricostruisce le condotte illecite di un gruppo di persone costituito, organizzato e promosso da colui che - fino al dicembre 2015 - era il Direttore dei Lavori nell'ambito delle tre citate opere pubbliche - e dal suo socio di fatto, un imprenditore calabrese operante nel ramo delle costruzioni stradali, che si è avvalso del contributo di altre 9 persone, tra cui anche alcuni funzionari del consorzio COCIV.

ALTA VELOCITA' - In particolare, la Guardia di Finanza di Genova, si legge in una nota delle fiamme gialle, sta eseguendo 14 ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.I.P. del Tribunale di Genova, per i reati di corruzione, concussione e turbativa d'asta, nei confronti di alcuni imprenditori e di dirigenti di un consorzio - General Contractor - che sta realizzando una linea ferroviaria ad alta velocità di importanza strategica per il Paese. Le indagini svolte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Genova e coordinate dalla Procura della Repubblica del Capoluogo Ligure, hanno consentito di appurare episodi di corruzione, concussione e di turbativa d'asta perpetrati dagli indagati, nei vari ruoli dagli stessi ricoperti negli anni, in relazione all'aggiudicazione di commesse per un valore complessivo di oltre 324 milioni di Euro.

OFFERTE ANOMALE - Nell'ambito delle attività è emersa una convergenza investigativa con i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, delegati dall'Autorità Giudiziaria della capitale, con i quali si è svolta una costante collaborazione sia a livello investigativo che giudiziario. In particolare, dall'attività investigativa è emerso che in occasione dello svolgimento delle gare indette dal General Contractor, alcuni dirigenti preposti allo svolgimento delle stesse, per pilotare l'assegnazione dei lotti ad alcune società ed escluderne altre, hanno fatto in modo, in alcuni casi, che offerte "anomale" divenissero regolari in violazione ai principi della "par condicio" e, in altri, si sono avvalsi della compiacenza di concorrenti di comodo, in realtà non interessati all'aggiudicazione della gara, per indirizzare direttamente l'assegnazione all'unico concorrente interessato. In una circostanza la turbativa veniva accompagnata dal pagamento di una somma di denaro. Allo stato sono in corso di esecuzione numerose perquisizioni e sequestri di documentazione in Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Molise e Campania, in cui sono impegnati i Finanzieri di 19 Comandi Provinciali.

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