Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

I grillini trattati come politici ed "espulsi" da Tor Sapienza: "Fate schifo tutti"

Una delegazione di grillini, con in testa la senatrice Paola Taverna, ha cercato di partecipare all'assemblea pubblica a Tor Sapienza, il quartiere romano che si sta ribellando a degrado e abbandono. Durissima la reazione dei residenti

ROMA - Non entra nessuno. Neanche chi nelle "stanze dei bottoni" c'è arrivato giurando di non essere un politico. Al momento Tor Sapienza non ammette distinzioni. Non fa eccezioni. "Noi non vogliamo esponenti politici. Non vogliamo l'accattonaggio dei voti". Gli ultimi in ordine di tempo a essere stati  respinti dai residenti del quartiere romano, che da giorni protestano per il degrado e l'abbandono del loro municipio, sono stati i grillini. 

Lunedì sera la senatrice Paola Taverna e una delegazione di pentastellati hanno cercato di assistere all'assemblea pubblica dei cittadini. Ma la missione è immediatamente fallita. "Non venite a fare politica qua", "Il quartiere è abbandonato da quarant'anni e ora si fanno vedere tutti", "Fate schifo tutti", la "calorosa" accoglienza dei residenti.

Vibrante la polemica della Taverna, abitante del vicino Quarticciolo: "Non ci vogliono? Io vado dove voglio, io abito a cento metri da qui, al Quarticciolo. Non sono arrivata qui per fare una passerella politica - ha cercato di spiegare la senatrice - Non voglio arrivare con telecamere e giornalisti al seguito. Sono qui da semplice cittadina. Marino, Pd, Forza Italia, Ncd sono tutti uguali. Spente le telecamere non ci sono più. Cavalcano solo l'informazione sulla pelle dei cittadini". Di segno opposto, evidentemente, l'umore degli abitanti con uno che ha fatto notare alla Taverna come "il Movimento cinque stelle non fosse la Caritas", ma un partito o quanto meno un movimento politico.

Poco dopo, però, è stata ancora la Taverna a cercare di far capire che lei, come i residenti di Tor Sapienza, "non si sente rappresentata da questo Stato". "Non mi hanno fatto entrare alla riunione dei comitati di quartiere di oggi perché mi vedono come parte di un nemico che è la politica", ha commentato a caldo dopo la porta chiusa in faccia. 

Ma non ha negato un consiglio agli abitanti. "Le proteste servono a poco finché rimangono circoscritte qui. I cittadini devono essere in grado di presentare le proprie istanze in consiglio comunale. Al momento il problema è sotto i riflettori, ma - ha concluso la Taverna - quando tutto sarà finito, la questione passerà nuovamente nel dimenticatoio". 

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