Domenica, 9 Maggio 2021
Catania

La paziente che batte il Covid dopo 68 giorni di terapia intensiva

Una donna di 65 anni di Adrano, in provincia di Catania, è guarita dal coronavirus dopo essere stata sottoposta ad una terapia off label

Dopo aver trascorso 68 giorni in un reparto di terapia intensiva è riuscita a sconfiggere il coronavirus e a tornare a casa. Una storia di speranza che arriva dalla provincia di Catania e come protagonista ha una donna di 65 anni di Adrano. La paziente, dimessa dall'ospedale di Biancavilla, ha voluto rivolgere un enorme ringraziamento ai sanitari che negli ultimi mesi le sono stati vicino, permettendole di guarire: "Siete stati meravigliosi e gentili. Mi avete salvato la vita e vi siete presi cura di me. Fate andare avanti la Sicilia, siete valorosi".

La donna è stata trattata con terapia off label che combina l'uso dell'antinfiammatorio Baricitinib e dell'antivirale Remdesivir ed è stata sottoposta solo a ventilazione non invasiva. La procedura di autorizzazione al trattamento off label presso la Terapia Intensiva di Biancavilla è stata avviata il 29 dicembre 2020 dal precedente direttore dell'Unità operativa, Pietro Ciadamidaro.

"Voglio ringraziare il direttore generale Maurizio Lanza,e il direttore sanitario Antonino Rapisarda per la loro attenzione e la fiducia nei nostri confronti - dice Antonio Magrì, responsabile facente funzioni dell'Unità operativa complessa di Anestesia e rianimazione -. Insieme a Ciadamidaro hanno dotato il nostro servizio di una ulteriore possibilità di cura dei pazienti con Covid. Un plauso rivolgo agli infermieri e agli operatori socio-sanitari del reparto che con amorevole attenzione, professionalità e dedizione si prendono cura di tutti i pazienti ricoverati, e ai colleghi rianimatori che nonostante le difficoltà assicurano il loro impegno in prima linea e senza soste". Sino ad oggi sono 17 i pazienti ad essere stati trattati con l'associazione di Baricitinib e Remdesivir. Per dieci di loro, grazie a questa terapia, non è stata mai necessaria la ventilazione invasiva.

"La terapia è promettente - conclude Magrì -. Dai dati in nostro possesso possiamo anche noi confermare migliori tempi di recupero per i pazienti e la riduzione delle giornate di degenza media, dell'indice di mortalità e del rischio di intubazione per quei pazienti sottoposti a ventilazione non invasiva. Attenzione, però, a non abbassare la guardia contro il Covid". 

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