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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Napoli

Ucraina, la guerra danneggia anche la camorra e il contrabbando di sigarette

Il conflitto bellico ha reso decisamente più problematica la “rotta commerciale” con cui i clan contrabbandano tabacchi lavorati esteri provenienti da paesi dell’Europa orientale

Appare quasi paradossale ma i clan di camorra stanno seguendo con estrema apprensione il conflitto in Ucraina. Ovviamente, neanche a dirlo, non sono le scene di guerra a togliere il sonno ai camorristi ma, bensì, la certamente più prosaica angoscia di perdere uno dei principali punti di riferimento, insieme alla vicina Bielorussia, del contrabbando di sigarette.

Ecco come le organizzazioni portano il tabacco in Italia  

Una “rotta commerciale” con cui le organizzazioni criminali contrabbandano tabacchi lavorati esteri provenienti da paesi dell’Europa orientale (Polonia, Ungheria e Ucraina) da commercializzare, principalmente, in Campania. Il sodalizio criminale, con proiezione transnazionale, si fonda su una semplicissima gestione del traffico: basta individuare depositi adatti che, successivamente, saranno utilizzati per lo stoccaggio delle sigarette. Quest’ultimi sono solitamente dislocati in diverse regioni del territorio nazionale ma principalmente in Campania. In seguito occorre occuparsi del trasporto delle sigarette di contrabbando; un procedimento che avviene mediante numerosi automezzi fittiziamente intestati a terzi o locati presso società di autonoleggio, appositamente modificati per l’occultamento della merce. Il trasporto – ancora – spesso avviene anche con l’aiuto di spedizionieri ignari del prodotto illecito trasportato. Nella maggior parte dei casi sono gli affiliati stessi a occuparsi in prima persona del ritiro della merce e del suo sdoganamento, per poi consegnarla ai vari rivenditori “al dettaglio”, attivi nel territorio campano.

Minimo rischio e massimo guadagno

Ovviamente - rispetto allo “storico contrabbando di sigarette” - sono cambiati i protagonisti, le rotte e i "trucchi" ma il segreto di questo traffico illegale è uno soltanto: la mancanza di consapevolezza di quanto il problema sia attuale. Senza ombra di dubbio il contrabbando di sigarette non rappresenta più il core business del Sistema, ma resta una delle voci a bilancio più remunerative; considerati anche i costi d'impresa inferiori a quelli di altri traffici illegali e le pene decisamente più miti. Napoli e la Campania restano il principale hub di approdo ma i clan hanno saputo abilmente delocalizzare i depositi anche in Italia centrale e settentrionale e a parcellizzare le spedizioni, in modo da limitare le perdite in caso di sequestri.

Il web rappresenta una nuova vetrina per il commercio illecito di sigarette

Sono decisamente cambiati i tempi in cui si vedevano i "banchini" allineati nei vicoli di Napoli, quelli resi famosi in "Ieri, oggi e domani" da Sofia Loren-Adelina che ricorreva alla maternità per evitare l’arresto. Oggi i contrabbandieri 4.0 sfruttano con destrezza anche la vetrina virtuale del web. Per acquistare occorre soltanto una carta prepagata e, ovviamente, il rischio supplementare d'incappare in vere e proprie truffe è più concreto che mai. Inibire i siti che offrono, in barba a ogni divieto, i vari tipi di prodotti di fumo è sempre più complesso. Nella maggior parte dei casi, infatti, parliamo di siti localizzati negli Usa, nel Regno Unito, in Germania, nei Paesi Bassi e in Romania. Per affrontare nel modo giusto questo nuovo/storico problema occorre rendere sempre più efficace la collaborazione con gli altri organismi di contrasto internazionali affinché non ci si limiti all'oscuramento ma si risalga in maniera sempre più rapida allo snodo principale dei traffici.

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