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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Il caso / Rimini

Sgomberato l'hotel della maxi truffa, turisti disperati: "In fumo i risparmi di un anno"

Gli ultimi ospiti sono stati fatti uscire dalle loro stanze e in gran parte ricollocati in altre strutture ricettive, una dipendente si barrica in camera. Si tratta dell'ultimo atto per l'hotel Gobbi di Marebello, a Rimini

E' calato nella mattinata di venerdì il sipario sull'hotel Gobbi di Marebello, a Rimini, diventato famoso in tutta Italia per la maxi truffa stimata da 800mila euro ai danni di turisti e fornitori, coi primi che pur avendo pagato grossi anticipi non si sono trovati la camera e i secondi che non sarebbero mai stati pagati. Com'era stato annunciato, di buon mattino gli agenti della polizia Municipale col supporto della Questura si sono presentati nella struttura ricettiva a due stelle di via Siracusa dopo che nei giorni scorsi era stato notificato al gestore il provvedimento di chiusura. Un'ordinanza che, tuttavia, non è arrivata in seguito al raggiro dei clienti ma per una serie di irregolarità alle norme antincendio e al Tulps. 

Lo sgombero

Sconsolate una quarantina di persone tra coppie e famiglie con bambini piccoli rimaste nell'hotel che, di buon mattino, hanno dovuto rifare le valigie. Alcune hanno deciso di ritornare a casa mentre altre, la maggior parte, ha accettato di proseguire la vacanza in altre strutture reperite dal Comune di Rimini che hanno garantito il proseguo delle ferie fino al 16 di agosto senza chiedere ulteriori aggravi per le vittime della truffa. Per chi, invece, vorrà proseguirla fino alla scadenza che aveva preventivato con l'hotel Gobbi dovrà versare la differenza al nuovo albergo.

Lo sgombero è proceduto regolarmente per tutta la mattinata di venerdì e l'unico momento di tensione si è registrato quando un dipendente non ha voluto lasciare la propria stanza barricandosi all'interno. Nonostante gli sforzi degli agenti della Municipale, l'uomo ne ne ha voluto sapere di uscire e alla fine è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco col personale del 115 che ha provveduto a smontare la porta. Riportato alla ragione il dipendente, un ulteriore intoppo si è verificato quando ci si è resi conto che all'interno della stanza c'era anche un cane di grossa taglia. Si è quindi reso indispensabile anche l'intervento del servizio veterinario.

Il Comune: "Grazie agli altri alberghi"

"Ringraziamo la Polizia locale, le Forze dell'Ordine, Prefetto e Questore per la collaborazione e l'azione congiunta portata avanti per gestire questa situazione delicata - è il commento dell'Amministrazione comunale di Rimini - E ringraziamo l'impegno, il senso di responsabilità e il servizio a favore della comunità riminese svolto dall'Associazione Albergatori e da Visit Rimini che in collaborazione con l’Amministrazione si sono fatti carico di trasferire gli incolpevoli ospiti in altre strutture della città. Un atto di generosità e di amore che ben rappresenta l'imprenditoria sana e il senso diffuso di ospitalità, da sempre caratteristiche vincenti e uniche dell'offerta turistica di questo territorio. Una generosità e un amore per la comunità che spicca ancora di più davanti a questi singoli casi di gestioni fuori da ogni legge e da ogni contesto civile che, al di là delle azioni giudiziarie che sicuramente provvederà ad avanzare individualmente ognuna delle persone che ha subito il raggiro, vedrà attentamente il Comune di Rimini valutare la possibilità di costituirsi parte civile contro i responsabili di questa vicenda, a tutela degli ospiti, del buon nome della città e di tutta l'imprenditoria responsabile". 

Le vittime: "I risparmi di un anno in fumo"

Coppie, alcune anche con un neonato, interi nuclei famigliari, amiche in vacanza insieme. Sono questi gli "irriducibili" dell'hotel Gobbi che, venerdì mattina, è stato sgomberato dalla Municipale. Tutti ospiti che hanno pagato per trascorrere una vacanza che, alla fine, si è rivelata un incubo, ma che hanno voluto restare fino alla fine forti dei soldi consegnati ai gestori che sono spariti dopo il maxi overbooking che ha lasciato senza un tetto oltre 500 vacanzieri. "Per due settimane altrettante camere ci sono costate duemila euro - spiega un turista rimasto nella struttura e in attesa del pulmino che, insieme ai famigliari, lo porterà in un altro albergo. - Veniamo da Pordenone e siamo di origini albanesi, questi erano i risparmi di un anno per portare i nostri nipotini in vacanza al mare. Dovevamo rimanere fino al 20 di agosto e, adesso, mi hanno detto che potremo stare nel nuovo albergo fino al 16 senza pagare ma poi dovremo versare la differenza. E' un'ulteriore presa in giro per noi".

"Oltre ai 400 euro versati come anticipo - aggiunge una coppia di Milano - ne abbiamo dovuti versare altri 600 in contante al nostro arrivo per poi vederci sbattere fuori dopo pochi giorni. Avevamo prenotato fino alla fine del mese e, adesso, come faremo? L'albergo dove ci hanno sistemato vuole essere pagato per la differenza ma, noi, non abbiamo più soldi". "Quando siamo arrivati - racconta una mamma che sta caricando il passeggino nel pulmino che la porterà insieme ai figli in un'altra struttura - ci siamo resi conto che qualcosa non andava. Mi sono detta: 'a differenza di altri meno fortunati almeno abbiamo una stanza e siamo al mare', quindi coi miei bambini abbiamo deciso di restare fino alla fine".

"Oltre ad aver pagato il soggiorno per intero al nostro arrivo - aggiunge un altro vacanziere in procinto di andarsene - c'è stata anche la beffa di non aver mai potuto usufruire della pensione completa. Oramai non davano più nulla da mangiare e, sia a pranzo che a cena, siamo dovuti andare in un ristorante con un'ulteriore spesa". "Io e il mio ragazzo ci siamo arrangiati per conto nostro - conclude una coppia di Milano - dormendo a nostre spese ogni sera in un albergo diverso della zona in base alla disponibilità delle camere. Calcolando la spesa già affrontata per il Gobbi, la vacanza ci è costata parecchio ma se fossimo dovuti tornare a Milano subito ci avremmo rimesso anche i soldi del biglietto del treno".

Cosa è successo nel maxi raggiro sulle vacanze

Un raggiro, quello messo in atto dalla gestione del Gobbi, è esploso come una bomba alla fine di luglio e che si è ingigantito sempre più nei giorni successivi quando ci si è resi conto della portata della truffa che alla fine ha coinvolto oltre 500 persone, che tra prenotazioni dirette nella struttura e quelle fatte attraverso i portali internet ci hanno rimesso cifre cospicue. Secondo quanto ricostruito, nonostante l'albergo disponesse di una ventina di camere in grado di ospitare 50 persone in totale, la gestione avrebbe continuato ad accettare prenotazioni su prenotazioni provocando così un maxi overbooking. A tutti, comunque, veniva richiesta la caparra o l'anticipo dell'intera somma anche per chi aveva riservato la vacanza sui portali specializzati che garantivano il pagamento all'arrivo nella struttura. Visti i prezzi estremamente bassi, la pubblicità sul web prometteva il soggiorno a pensione completa più un ombrellone con due lettini in spiaggia ad appena 48 euro al giorno, praticamente tutti hanno inviato il denaro in anticipo col timore di perdere la "promozione".

Ai pochi fortunati che hanno trovato posto si sono aggiunti decine e decine di turisti che, arrivato all'hotel Gobbi, si sono visti respingere a causa della mancanza di stanze. Un numero che è aumentato di giorno in giorno e che è proseguito anche dopo lo scoppio della bomba quando la vicenda è diventata un caso nazionale. Nell'ultima settimana, inoltre, la situazione era precipitata ulteriormente: gli ospiti, infatti, non ricevevano quasi più il cibo ed erano costretti a mangiare fuori dall'albergo. I fornitori, infatti, da tempo non pagati avevano smesso di consegnare le materie prime per la cucina.


 

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