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Sabato, 29 Gennaio 2022
Rigopiano, aperta una inchiesta per omicidio colposo / Pescara

"L'hotel Rigopiano costruito in un'area a rischio, non doveva restare aperto"

Costruito su un'area critica ma su cui la normativa vigente non prevede un divieto, i geologi non hanno dubbi: "L'Hotel Rigopiano di Farindola doveva essere evacuato dopo il terremoto e in concomitanza con una nevicata senza pari da cinquant'anni"

"La zona dove è stato costruito l'hotel Rigopiano è un'area a rischio, localizzato allo sbocco di un canalone e con le fondamenta che poggiano su un conoide alluvionale, cioè un deposito di detriti". Che se vi erano già arrivati una volta era lecito pensare che le condizioni potessero riproporsi. 

Non lascia spazio a dubbi il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Francesco Peduto, interpellato da Today.it, quando l'hotel Rigopiano mercoledì sera è stato investito da una slavina di neve e detriti non doveva essere aperto. "Chiamarla slavina o valanga fa poca differenza e interessa solo i tecnici. Se è vero che servono nuove indagini per capire cosa sia veramente successo, è altresì chiaro che il rischio è stato sottovalutato".

"Ho consultato le cartografie dell'Autorità regionale di bacino dell'Abruzzo - ha spiegato Peduto - è lì non era vietato costruire, sebbene ci fossero tutte le condizioni per inquadrare quell'area come "area di attenzione" come invece avviene in casi simili in Cilento.  Ma non si tratta di un errore perchè non si è trattato nè di un alluvione nè di una frana, tutt'al più non mi risulta che la Regione Abruzzo abbia mai adottato una Carta delle valanghe". 

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La Regione, proprio perchè in Abruzzo il rischio valanghe esiste, nel 1992 oltre a istituire un comitato "neve" per i bacini sciistici, ha previsto l'elaborazione di una carta di localizzazione dei pericoli sul territorio: in effetti nel 2014 la Regione aveva pubblicato uno studio in cui si censivano 793 valanghe tra il 1957 e il 2013. Ovvero solo un catasto storico, ben diverso da un piano che possa prevedere nuovi possibili eventi. Come si legge sul portale della Regione "a causa della esiguità dei fondi da dedicare all'attività di censimento e ricerca, l'elaborazione di questo importantissimo strumento riguarda una piccola parte del territorio regionale montano".

L'attenzione si sposta dunque sulla attuazione della Carta Valanghe rispetto al Piano regolatore che deve recepirla: nelle zone rosse doveva essere sospesa l'edificazione, la realizzazione di impianti e infrastrutture".

Una situazione di pericolo che era dunque "prevedibile"?
"Senza ombra di dubbio quella struttura turistica non doveva restare aperta in concomitanza del terremoto e di una nevicata che non si verificava dal 1956. E' mancata una pianificazione che avrebbe sicuramente dovuto individuare la situazione che si era venuta a creare come 'critica' per l'area dove è avvenuta la tragedia".

L'Hotel Rigopiano doveva essere evacuato prima?
"Date le previsioni ben note da giorni non doveva neppure essere aperta, ma - conclude amaro Peduto - mancava una normativa che ne prescrivesse la chiusura".

APERTA UNA INCHIESTA PER OMICIDIO COLPOSO

Rigopiano, i soccorsi all'interno dell'hotel sepolto dalla neve

Nell'albergo in tanti, bloccati sin dalla domenica, erano pronti a lasciare la struttura ma lo spazzaneve non è arrivato, e anche il primo allarme lanciato è stato sottovalutato. La Procura di Pescara ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo.

"Un muro di neve di 5 metri ha spostato l'hotel"

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Il video girato dai vigili del fuoco all'interno del resort

I carabinieri forestali di Pescara hanno acquisto in Provincia tutti i documenti che possono interessare le indagini della Procura della città abruzzese in merito alla tragedia dell'Hotel Rigopiano. Si tratta delle carte relative ai piani di emergenza e soccorso dell'area Vestina, da Penne verso la montagna, predisposte e attuate dalla Provincia.

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