Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Torino

Salvatore Arduino: quando il negazionista è un infermiere del 118

Era a Torino a una manifestazione delle partite Iva con la pettorina "Human Right Defender": "Siamo in dittatura, in giro non c’è tutto questo disastro che viene descritto da un certo tipo di media. Insomma: caro mio, Ebola è un’altra cosa"

Lui si chiama Salvatore Arduino, sul suo profilo facebook troneggiano appelli a ricorsi "in merito all'illegale Decreto sui vaccini" ma di mestiere fa l'infermiere del 118. La scorsa settimana era in piazza a Torino con la pettorina blu con la scritta "Human right defender" durante una manifestazione contro le chiusure e le zone rosse, dicendo di essere un osservatore dell’Onu, e per di più senza indossare la mascherina davanti alla bocca e al naso. 

Salvatore Arduino: quando il negazionista è un infermiere del 118

La sua storia la racconta oggi La Stampa: la manifestazione in piazza Castello era stata organizzata dall'Alleanza delle partite Iva, un cartello di cui fanno parte dodici sigle di associazione di categorie (dai mercatali ai tassisti) per portare l'attenzione sul disagio provocato dalle misure anti Covid. Vi hanno partecipato circa mille persone, che hanno indossato la mascherina e rispettato il distanziamento. Ma sono arrivati anche una decina di negazionisti del Covid, senza mascherina e con pettorine azzurre con la scritta "Human Rights Defender". Sono stati gli stessi manifestanti ad allontanarli, anche con l'intervento della polizia. Due persone in pettorina non hanno voluto mostrare i loro documenti di identità e sono stati portati in questura. 

Oggi il 55enne Arduino parla con il quotidiano torinese: "Non indossavo la mascherina perché quella che stiamo affrontando non è un’ecatombe. In giro non c’è tutto questo disastro che viene descritto da un certo tipo di media. Insomma: caro mio, Ebola è un’altra cosa", dice a Lodovico Poletto. Secondo Arduino "non esiste alcun obbligo sanitario a metterla" perché il decreto del presidente del Consiglio "è solo un atto amministrativo" e "stanno imponendo una dittatura". Non vuole essere chiamato negazionista perché "sono quelli che negano l'Olocausto, ma mia madre è ebrea". Chiara Rivetti, medico, presidente regionale dell’Anao inorridisce: "Medici e infermieri godono di credibilità tra la gente, le loro parole hanno peso, possono influenzare comportamenti".

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