Lunedì, 17 Maggio 2021
Il delitto / Ravenna

Ilenia Fabbri: il giallo delle chiavi duplicate e la svolta che non c'è

Secondo il titolare di una ferramenta della zona ascoltato dagli inquirenti nell'ambito delle indagini sulla tragica fine della 46enne, l'ex marito fece fare un paio di duplicati di una chiave analoga per tipo a quella che apre la porta del garage. Ma è impossibile giungere a conclusioni affrettate. Il presunto killer ripreso da un video

Ilenia Fabbri: il giallo di Faenza è ben lontano dalla conclusione. Sono passati 23 giorni dal tragico fatto di sangue. Ma la svolta ancora non c'è. L'ex marito della donna trovata morta sabato 6 febbraio nella sua casa in via Corbara a Faenza, fece fare un paio di duplicati di una chiave analoga per tipo a quella che apre la porta del garage del seminterrato dell'abitazione della vittima in cui è avvenuto il delitto.

Omicidio Ilenia Fabbri: il giallo di Faenza

Il dettaglio è riportato oggi dai quotidiani locali e da RavennaToday. avrebbe riferito il titolare di una ferramenta della zona ascoltato dagli inquirenti nell'ambito delle indagini sull'omicidio della 46enne. Non essendo stati rilebvati segni di effrazione, si sospettò sin dai primi giorni che il killer senza nome abbia utilizzato un mazzo di chiavi per entrare dentro l'appartamento. 

La figlia di Ilenia, Arianna, ricorda di aver chiuso a chiave la porta di casa quando suo padre le ha scritto di uscire alle 5.57 di sabato mattina per partire insieme verso Milano. Il killer, quindi, doveva già essere in possesso delle chiavi, vista la mancanza di segni di effrazione. La ragazza potrebbe ricordare male, ma è verosimile secondo gli inquirenti che l'assassino possa essere entrato o perché aveva trovato la porta aperta o perché in possesso di una copia. Ma attenzione: la chiave duplicata e copiata potrebbe essere una qualunque altra chiave. Impossibile aver certezze. Giungere a conclusioni affrettate è impossibile e non sarebbe corretto. Servono altre prove.

La prima Volante arrivata sulla scena del crimine alle 6.20 del 6 febbraio aveva trovato la porta spalancata e senza segni di effrazione. Si deve per forza di casa partire da qui per fare piena luce sul giallo di Faenza.

Un elemento inquietante alla luce delle tante testimonianze che stanno emergendo in questi giorni, l'ultima quella di una donna che in passato era stata vicino a Claudio Nanni e che ha spiegato che l'uomo le avrebbe domandato "Conosci qualcuno che possa fare del male a mia moglie?". Voci, indiscrezioni. Nessuna certezza.

Omicidio Faenza: l'ex marito di Ilenia è indagato 

L'omicidio di Ilenia Fabbri è ancora un rebus irrisolto. Nanni è accusato di omicidio volontario pluriaggravato in concorso con persona ignota. Vuole essere lasciato in pace, ha sempre sostenuto di non avere nulla a che fare con la tragica fine dell'ex moglie. La figlia Arianna si dice  convinta dell'innocenza del proprio padre, lo ha fatto anche con una lettera pubblicata sui media.

La ragazza, 21 anni, aveva spiegato di stare vivendo in una "prigione mentale". La giovane ha sempre creduto all’innocenza del padre e nella stessa lettera raccontava di avergli anche chiesto se fosse stato lui: "Qualche giorno fa, mentre ero in lacrime, gli ho chiesto: ‘Sei stato veramente tu?’ e lui, in lacrime: ‘Assolutamente no, non l’avrei mai fatto!’".

Ilenia Fabbri: che cosa si sa sul presunto killer del video

Dettagli importanti dall'analisi delle immagini di videosorveglianza catturate nei dintorni della casa. L'uomo sospetto, il presunto killer, indossava un paio di pantaloni modello jeans presumibilmente scuri, scarpe con una componente bianca, una giacca scura, un cappuccio sulla testa, una mascherina anti-covid19 sulla bocca e portava forse uno zainetto sulle spalle; un uomo di carnagione chiara e alto 1.80-1.90 circa.  Prima delle 6 di mattina di quel sabato, le telecamere di sorveglianza della strada perpendicolare a quella dove si trova la casa del delitto hanno ripreso un passante. Si ferma per un istante, come se si fosse accorto della presenza della videosorveglianza. Poi si gira di scatto, attraversa la strada e scompare. 

Un killer "non professionale ma pericoloso", secondo quanto detto settimane fa dagli inquirenti. Gli indizi per arrivare all'identità sono però deboli. Le indagini si concentrano su quell'uomo immortalato per una quindicina di secondi. Ma la svolta ancora non c'è.

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