Domenica, 24 Ottobre 2021
ILVA / Taranto

Ancora l'Ilva: "Polveri nel cimitero", i 'becchini' chiedono i danni

I dipendenti della cooperativa che si occupa dei servizi di tumulazione delle salme e di custodia del cimitero "San Brunone" di Taranto chiederanno un risarcimento per i danni alla salute subiti a causa dell'inquinamento

TARANTO. Sono 52 i lavoratori della Cooperativa 'Ancora', che si occupa dei servizi di tumulazione delle salme, di custodia, guardiania, sorveglianza serale e notturna, pulizia e sistemazione del verde nel cimitero 'San Brunone', a ridosso dei parchi minerali dello stabilimento, che chiederanno un risarcimento all'Ilva per i danni alla salute subiti a causa dell'inquinamento.

Lo annuncia in una nota lo Slai Cobas. I lavoratori del cimitero di Taranto, che invocano più tutele e controlli sanitari, fanno presente di essere costretti ogni giorno a raccogliere polveri minerali tra i loculi, ma anche negli uffici e nel posto di guardia.

A questo proposito è stato preparato un dossier sullo stato di salute dei lavoratori.

Lo Slai Cobas aveva giàmanifestato l'intenzione di costituirsi parte civile nell'ambito del procedimento per disastro ambientale a carico dell'Ilva.

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