Morta Imane Fadil, teste al processo Ruby: si indaga per denuncia di avvelenamento

Imane Fadil, modella di origini marocchina e residente a Torino, era in ospedale da circa un mese. Sarebbe morta il primo marzo, ma la notizia è trapelata soltanto oggi. Era testimone nel processo "Ruby Ter" e stava scrivendo un libro

Imane Fadil, parte civile nel processo Ruby 2 oggi, 13 novembre 2014, in tribunale a Milano per la lettura della sentenza. MATTEO BAZZI / ANSA

Imane Fadil è morta dopo un lungo ricovero all'ospedale Humanitas di Milano. La notizia, risalente al primo marzo, sarebbe trapelata solo ora dopo l'apertura di una inchiesta per chiarire i dettagli di una morte sospetta.

Morte Imane Fadil, le ultime notizie

La giovane marocchina, che aveva chiesto di esser parte civile nel processo Ruby Ter che vede tra gli imputati l'ex premier Silvio Berlusconi, potrebbe essere stata avvelenata. Una rivelazione fatta dalla stessa modella, teste chiave nei processi Ruby, sia all'avvocato che al fratello. 

Di certo, sempre da quanto è stato riferito, la 33enne durante il ricovero presentava i sintomi tipici dell'avvelenamento: ventre gonfio, dolori all'addome e allo stomaco che però potrebbero essere riconducibili anche ad altre patologie ma non, come ha tenuto a sottolineare il procuratore Francesco Greco, a malattie certificate. 

La giovane modella lo scorso 14 gennaio non è stata ammessa come parte civile nel processo Ruby ter che vede tra gli imputati Silvio Berlusconi.

Inchiesta sulla morte morte Imane Fadil, testimone del processo Ruby 

Sulla morte di Imane Fadil  indaga la procura di Milano che ha aperto un fascicolo per omicidio. "Non c'è una diagnosi precisa sulla morte, ma dalle analisi emerge una sintomatologia da avvelenamento". spiega il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano. Un'agonia di un mese, durante il quale "c'è stato il progressivo cedimento di tutti gli organi", svela la Siciliano titolare del fascicolo d'inchiesta.

L'autopsia sarà eseguita nei prossimi giorni.

Fadil al fratello: "Mi hanno avvelenata"

Imane Fadil prima di morire ha detto al difensore e al fratello di avere il timore di essere stata avvelenata

"Mi hanno avvelenato", sono queste le parole che Imane Fadil avrebbe rivolto al telefono sia al fratello che all'avvocato durante il lungo ricovero all'ospedale Humanitas di Milano. Una permanenza iniziata il 29 gennaio.

A gennaio scorso Fadil, con le altre due testimoni Ambra Battilana e Chiara Danese, era stata esclusa dal tribunale dalle parti civili. Secondo quanto scrive La Repubblica Imane stava anche scrivendo un libro: la procura avrebbe acquisito le bozze per capire cosa vi sia scritto.

Fadil, l'ultima intervista

"Tutto questo è iniziato quando avevo 25 anni e oggi ne ho 34. In nove anni sono sempre stata lineare, ho sempre detto la verità al contrario degli altri e ho respinto tantissimi tentativi di corruzione da parte di Silvio Berlusconi e di tutto il suo entourage". Così Imane Fadil esprimeva la sua amarezza lo scorso 14 gennaio, davanti alle telecamere di Repubblica tv, quando i giudici di Milano respinsero la sua richiesta di essere parte civile nel processo Ruby ter che vede tra gli imputati l'ex premier, accusato di corruzione in atti giudiziari.

Lo sfogo di Iman Fadil precede di soli 15 giorni dal ricovero alla clinica Humanitas di Rozzano. "Per ciò che succedeva ad Arcore noi abbiamo pagato più di tutte le altre, quelle che hanno deciso di farsi corrompere", sosteneva Fadil nell'ultima sua apparizione in tribunale. L'ex modella era pronta a pubblicare un libro sulla sua storia. "Prima o poi tutti lo vedranno, prima o poi sarà pubblicato. Ho fiducia nella giustizia italiana e ho fiducia nel fatto che le cose stiano cambiando", concludeva Fadil.

Secondo il procuratore capo di Milano Francesco Greco il brogliaccio del libro non contiene elementi utili per spiegare il suo decesso.

Processo Ruby, le tappe dello scandalo del BungaBunga

Nell'aprile del 2016 dal gup di Milano divise il processo principale in 'filoni', trasferendo gli atti a sette diverse procure per competenza territoriale. Silvio Berlusconi è già processo a Milano con altri 23 imputati nel filone principale con l'accusa di aver corrotto le cosiddette "olgettine" e gli altri ospiti delle serate di Arcore per spingerli a rendere dichiarazioni false o reticenti durante le loro testimonianze rese nelle aule dei processi Ruby (che lo vedeva imputato per concussione e prostituzione minorile e che si è chiuso con la sua assoluzione definitiva in Cassazione) e Ruby-bis.

processo ruby-2

Il 30 novembre scorso Berlusconi era stato rinviato a giudizio dal Gup del tribunale di Siena Roberta Malavasi con l'accusa di corruzione in atti giudiziari nell'ambito del processo Ruby ter. Nella città toscana si sarebbe consumato il reato di cui Berlusconi dovrà rispondere in aula. Secondo l'accusa l'ex presidente del consiglio avrebbe pagato il pianista delle feste di Arcore, Danilio Mariani, per indurlo a una testimonianza "di comodo" sul caso 'olgettine'.

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