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Domenica, 16 Giugno 2024
Il delitto di Senago / Milano

Impagnatiello confessa tutto: "Ho colpito Giulia al collo, non si è difesa"

L'ex barman è intervenuto durante il processo in corso a Milano, ammettendo di aver ucciso l'ex fidanzata Giulia Tramontano, incinta del piccolo Thiago, e di aver cercato di occultare il cadavere: "Ho costruito un castello di bugie in cui io stesso sono annegato"

"Ho ucciso Giulia il 27 maggio, ho occultato il suo corpo". È un fiume in piena Alessandro Impagnatiello, che al pubblico ministero prima e poi al gip Minerva confessa nuovamente l'atroce delitto di cui è accusato. L'omicidio della sua compagna 29enne Giulia Tramontano, incinta del piccolo Thiago. Durante l'udienza alla corte d'Assise di Milano, Impagnatiello ripercorre il vortice che lo ha spinto la donna che avrebbe dovuto proteggere e che diceva di amare: "Ho costruito un castello di bugie in cui io stesso sono annegato - rivela -.Questo processo mi sta aiutando a mettere a posto tasselli che erano sparsi e confusi nella mia testa, sono qui per esprimere la verità. Oggi sono una persona, lucida, consapevole, più consapevole di quando ho reso dichiarazioni lo scorso giugno".

Il "castello di bugie" di Impagnatiello

Quando parla di "castello di bugie", l'e barman fa riferimento alla relazione che aveva con una seconda donna e ai sotterfugi messi in pratica per non doverla interrompere. "Ho finto il test di Dna", ribadisce Impagnatiello in aula, che in questo modo intendeva convincere la sua amante che il figlio portato in grembo da Giulia non fosse il suo. E poi menzogne di ogni genere, dalle serate alle ferie: "Continuavo ad alimentare questa doppia realtà, questa finta realtà nella mia testa". "Quando Giulia mi disse che aspettava un bambino  - prosegue la confessione - ho vissuto una completa altalena di emozioni contrastati: da una parte la gioia di costruire una famiglia con Giulia, dall’altra delle motivazioni personali e di coppia che ostacolavano un po' la nostra relazione". A fine novembre 2022 Giulia comunica la gravidanza al compagno, che a inizio 2023 riceve invece dalla collega di lavoro con cui aveva una relazione la notizie della sua gravidanza, poi interrotta.

La gravidanza e il confronto tra le due donne

Un annuncio che ha mandato in tilt Impagnatiello: "Giulia iniziava a lamentare particolarmente la mia forte presenza a lavoro, io ci tenevo alla carriera. All'altra dissi che non ero io il padre. Per continuare a mantenere queste due strade le dissi che ero vicina a Giulia per supportarla, le dissi che aveva problemi, difficoltà, era instabile". L'imputato ripercorre poi il pomeriggio del 27 maggio del 2023, quando si trova in casa in attesa che Giulia torni dall'incontro con l'altra donna, l'evento che ha poi fatto crollare il castello di bugie edificato dal barman: "Ho fatto una serie sconnessa di azioni, giravo per casa, ho fumato per cercare di placare il trauma che stava subendo la mia testa. Il trauma per il lavoro, la mia immagine distrutta davanti al lavoro e alla famiglia, stavo perdendo Giulia. Nella mia testa si è creata una spaccatura, in quel momento in casa facevo tutto e facevo niente".

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L'omicidio e il tentativo di nascondere il cadavere

Impagnatiello arriva poi al momento del delitto: "In cucina vedo questo coltello con cui Giulia stava tagliando le verdure, mi posiziono alle spalle di Giulia (che dalla sala si sposta alla cucina, ndr) e l'ho colpita all'altezza del collo, il numero di fendenti non è mai stata un'informazione a mia disposizione ma solo attraverso la tv, solo in cella con un servizio televisivo ho saputo di averle sferrato 37 colpi. Quando l'ho colpita, lei era frontalmente, era verso di me - racconta l'imputato -.Giulia non si è difesa, non c'è stato nessun tentativo di difesa, cademmo a terra. Poi, con una insensata follia, illogica, con pazzia totale cercai di far sparire, letteralmente sparire, il corpo di Giulia tentando di dar fuoco al cadavere. Ho trascinato il corpo dalla sala alla vasca da bagno, tentati di eliminare il corpo di Giulia con prodotti infiammabili, ho usato dell’alcol, Tentai nuovamente di dar fuoco al corpo di Giulia nel box".

Le ricerche online prima del delitto

Durante il processo in corso davanti ai giudici della corte d'assise di Milano, sono emerse nuovamente anche le ricerche sospette effettuate online da Impagnatiello tra dicembre del 2022, cioè sei mesi prima dell'omicidio di Giulia Tramontano, fino a pochi giorni prima del delitto del 27 maggio del 2023. Nel cellulare di lui c'è una ricerca non databile con le parole chiave '"ammoniaca feto", mentre dal cellulare della vittimq emerge come già il 9 dicembre del 2022 Giulia scrive al compagno e alla madre come l'acqua appena comprata avesse il sapore di ammoniaca. A metà dicembre la giovane scrive a mamma Loredana: "Gran bruciore di stomaco" e ancora "Stanotte lo stomaco mi ha ucciso…" e a marzo la vittima cerca online "rimedi per mal di stomaco in gravidanza". Ammoniaca di cui l'ex barman alla sbarra si assicura che sia inodore e insapore.

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A partire dall'11 dicembre del 2022 l'imputato cerca, tramite motore di ricerca, "veleno topi incinta" oppure "veleno topi gravidanza", un'altra ricerca non datate riguarda le parole "uccidere feto". Il 7 gennaio del 2023 l'ex barman visita la pagina "quanto veleno per topi è necessario per uccidere una persona", veleno che, come ricostruito dalle indagini e come emerso dall'autopsia, sarebbe poi stato somministrato alla vittima tramite bevande calde. Ricerche sugli effetti del veleno che proseguono fino ai giorni precedenti all'omicidio. Ma non solo, dopo aver ucciso Giulia nella loro casa di Senago, Impagnatiello esce infatti dalla loro abitazione e va sotto casa della donna con cui aveva una relazione parallela. Nell'attesa guarda gli orari del tram, sa che la giovane usa i mezzi pubblici (l'incontro non ci sarà mai), ma col cellulare guarda anche "la sintesi della partita Inter-Atalanta".

La ricostruzione dell'omicidio

L'omicidio di Giulia è avvenuto, da quanto ricostruito dalle indagini, nella serata del 27 maggio del 2023. Alessandro Impagnatiello accoltella la compagna, incinta di Thiago, ben 37 volte, poi prova a bruciarla nella vasca da bagno. Il 28 maggio il corpo è nel box, qui tenta nuovamente di darle fuoco con la benzina, quindi nasconde la vittima, avvolta in buste di plastica in cantina, infine la riporta nel box per trasportarla la notte del 31 maggio, intorno alle ore 2.30, in un anfratto in viale Monterosa. Impagnatiello viene poi incastrato grazie alle testimonianze e alle immagini delle telecamere, che lo riprendono mentre esce di casa con dei sacchi dell'immondizia neri. Un delitto che l'ex barman ha cercato di nascondere mandando dei messaggi dal cellulare della compagna, ormai morta, cercando di depistare le indagini, facendo ipotizzare un allontanamento volontario.

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