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Martedì, 17 Maggio 2022
La crisi che uccide

L’azienda chiude, imprenditore si uccide bevendo acido muriatico

I soccorritori lo hanno ritrovato martedì in preda ai dolori nella sede della sua azienda

Imprenditore si suicida bevendo acido muriatico. Claudio Fiori, 60 anni, si è tolto la vita dopo aver ingerito il liquido corrosivo. E’ stato ritrovato martedì in preda ai dolori nella sede della sua azienda a Sant’Andrea in Casale, in provincia di Rimini. Il gesto estremo è arrivato dopo la chiusura dell’azienda.

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, l’imprenditore si è suicidato bevendo da una bottiglia di acido muriatico. Sarebbe stato un gesto volontario dettato dalle difficoltà attraversate dall’azienda specializzata nella realizzazione di quadri elettrici e impiantistica per locali pubblici. Le cose non andavano bene già da tempo. Poi c’è stato il Covid. Poi i rincari delle materie prime. L’attività è drasticamente calata, tanto che negli ultimi tempi l’impresa era dovuta ricorrere alla cassa integrazione. Fino alla decisione di chiudere definitivamente. 

Ci sarebbe questo alla base del gesto estremo del sessantenne, che, nel suo ufficio, ha preso la bottiglia di acido muriatico e l’ha bevuta. Poi è stato proprio lui a chiamare i soccorsi. Ma orami il liquido corrosivo aveva intaccato gli organi interni, provocando atroci dolori all’uomo, che è stato portato d’urgenza in ospedale, poi ricoverato nel reparto di Rianimazione. Nonostante le cure e gli sforzi dei sanitari, è morto poche ore dopo, nella notte tra martedì e mercoledì scorsi.
 

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