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Giovedì, 19 Maggio 2022
Il caso / Grecia

I misteri del traghetto per Brindisi andato in fiamme: che cosa ancora non sappiamo

Trovato vivo uno dei 12 passeggeri dispersi. Un testimone: "Su quella nave ho visto gente che accendeva fuochi nei garage"

Quante persone erano davvero a bordo dell'Euroferry Olympia, il traghetto andato a fuoco ieri nelle acque tra l'Italia e la Grecia? Dopo le indiscrezioni che nelle prime ore avevano indicato alcuni afgani non registrati tra i naufraghi, un passeggero dato per disperso è stato trovato vivo. L'uomo, un cittadino lituano, è stato avvistato a poppa della nave. "Per fortuna sono vivo" avrebbe detto ai soccorritori secondo quanto riferito dall'emittente televisiva greca Skai. L'uomo avrebbe anche detto ai soccorritori di aver sentito altre voci sul traghetto. Secondo il governo greco altre 11 persone restano disperse. Sarebbero tutti camionisti imbarcati a bordo con i loro mezzi.

"Tutte le volte c'era un popolo nei garage della nave che rimaneva a dormire nelle auto, in questi anni ho visto stranieri - credo fossero bulgari o rumeni - che accendevano i fuochi giù nei garage, facevano feste con l'autoradio dei furgoni, si ubriacavano": è la testimonianza al Giornale radio Rai di Massimo, un italiano che abita sull'isola greca di Othoni non distante dal luogo del naufragio, e centinaia di volte ha viaggiato a bordo del traghetto Euroferry Olimpia, otto solo nell'ultimo mese. Non era, per fortuna, a bordo quando c'è stato l'incendio del 18 febbraio. "Ma non mi sono meravigliato - commenta amaramente - ovviamente non so quali siano state le cause di questo incendio, ma posso dire che ho passato tantissime notti chiuso in macchina nei garage di questa nave, proprio perché è fatiscente e piena di gente che bivacca".

"La pratica di alloggiare nei garage non è assolutamente lecita, sulla base di una normativa internazionale - replica al giornale Radio Paul Kyprianou delle relazioni esterne di Grimaldi Lines - noi ci atteniamo alla norma e abbiamo delle ronde apposite: membri dell'equipaggio che controllano. Può essere che ci siano dei camionisti che non seguono le indicazioni. Trovo grave che si sia acceso un fuoco a bordo, noi siamo l'unica compagnia su questa tratta che ha vietato il camping on board perché sappiamo che potrebbe essere causa di incidenti". 

Traghetto in fiamme, che cosa sappiamo

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Secondo quanto si apprende sarebbero stati 241 i passeggeri imbarcati regolarmente a bordo della nave che ospitava anche 51 membri dell'equipaggio quando venerdì è scoppiato l'incendio sull'Euroferry Olympic: la nave battente bandiera italiana era in rotta dal porto greco di Igoumenitsa al porto italiano di Brindisi. 

Di certo c’è che il rogo è partito in un garage. L’origine della combustione, però, è da appurare. Le stive ospitavano153 mezzi pesanti e 32 automobili. Da quanto riportato dai media greci, un team dell"Hellenic Maritime Accident Investigation Service (Elydna) avrebbe raggiunto Corfù per condurre degli accertamenti tecnici in collaborazione con gli esperti dell’ente italiano Difigema (Direzione Generale Investigazioni Ferroviarie e Marittime). La nave, agganciata da un rimorchiatore, non è più alla deriva. Gli italiani a bordo, tutti in salvo, erano 64 (21 passeggeri e 43 membri dell’equipaggio) fra cui alcuni brindisini. Sono stati tutti condotti presso l’isola di Corfù. Gran parte di essi si trova ancora lì, ospitata in hotel.

"Ho mandato un sms di addio a mia moglie"

"Ho mandato un sms di addio a mia moglie" ha detto un autotrasportatore superstite parlando con i giornalisti dopo essere sbarcato al porto di Brindisi insieme ad altri naufraghi. "Ci hanno chiamato - ha raccontato Vittorio Padrevino - ci hanno diviso in due gruppi e poi c'è stato l'abbandono nave. Ho pensato di morire, la morte l'abbiamo vista". "Qualcuno ha tentato di andare ai camion - ha aggiunto - per recuperare soldi, documenti, patenti. Non abbiamo più documenti, licenze comunitarie importanti. L'organizzazione è stata stupenda, sono stati bravissimi, ragazzi giovani molto in gamba.". "Ogni settimana - ha detto ancora - faccio questa tratta, non avrei mai pensato una cosa del genere dobbiamo ringraziare Dio". "Ho pianto, non so quanto ho pianto. Tutti abbiamo pianto - ha concluso - anche i più forti. Non vedo l'ora di tornare a casa. Noi italiani ci siamo ritrovati e dati forza".

Un autista brindisino: "L'equipaggio ha mantenuto i nervi saldi"

Intanto è allarme ecologico per il relitto del traghetto che aveva a bordo 800 metri cubi di carburante e 23 tonnellate di merci pericolose corrosive. Il ministro della Transizione ecologica segue la vicenda insieme alla Guardia Costiera.  

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