Venerdì, 6 Agosto 2021
Chiusura indagini / Olbia-Tempio

Focolai nelle discoteche in Sardegna: "Epidemia colposa, nessuna misura anti-Covid"

I focolai dell'estate 2020 al centro delle indagini dela procura di Tempio Pausania, che ha presentato il conto ai gestori del Billionaire (la discoteca di Flavio Briatore a Porto Cervo), del Phi Beach di Baja Sardinia e del Country Club di Porto Rotondo: chiusura delle indagini e ipotesi di reato che vanno dall'epidemia colposa alle lesioni colpose

Una discoteca in una foto di repertorio Ansa (immagine non riferita al contenuto dell'articolo)

Le indagini sono state lunghe e approfondite. Le immagini e i video delle discoteche stipate di turisti fecero il giro d'Italia. La procura di Tempio Pausania ha presentato il conto ai gestori del Billionaire (la discoteca di Flavio Briatore a Porto Cervo), del Phi Beach di Baja Sardinia e del Country Club di Porto Rotondo: chiusura delle indagini e ipotesi di reato che vanno dall'epidemia colposa alle lesioni colpose. Le discoteche in Costa Smeralda la scorsa estate si erano trovate a dover fare i conti con alcuni focolai di coronavirus: riaprirono i battenti attirando migliaia di turisti. Gli amministratori di tre tra i discoclub più gettonati delle vacanze dei vip in Sardegna, secondo i pm, non avrebbero saputo tenere abbastanza alto il livello di sicurezza anti covid, determinando decine di contagi che hanno fatto ammalare prima di tutto i dipendenti. Fra le vittime dei contagi da discoteca ci furono anche personaggi di punta del jet set internazionale, primo fra tutti Flavio Briatore, proprietario proprio del Billionaire, ricoverato all'ospedale San Raffaele di Milano.

Secondo i pm sardi il Billionaire non avrebbe rispettato tutte le misure per evitare la diffusione del virus al suo interno: in tutto 58 dipendenti risultarono positivi, secondo l’azienda sanitaria locale. Per quanto riguarda il Phi Beach e il Country Club, sempre secondo la procura, i gestori non fornirono un numero sufficiente di mascherine ai dipendenti e alcune di queste – con il logo dei locali – non avevano neanche una adeguata efficacia filtrante. Dell'accusa devono rispondere quindi i gestori della discoteca della Costa Smeralda di cui è proprietario Flavio Briatore. La Procura di Tempio Pausania per ora ha notificato loro la chiusura dell’inchiesta. La scorsa estate Briatore si scontrò verbalmente a distanza con il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, per avere limitato gli orari della movida in Costa Smeralda con l’obiettivo di arginare la diffusione del virus.

La decisione della procura non va giù all'avvocato Antonella Cuccureddu, che difende il rappresentante legale del Billionaire: "Si tratta di contestazioni inaspettate - commenta attraverso organi di stampa - sia perché i fatti descritti non corrispondono a quelli realmente accaduti, sia perché gli stessi sono stati ricondotti al reato di epidemia colposa, che si ha quando una persona diffonde germi patogeni. La contestazione di epidemia in un contesto di pandemia, cioè di circolazione del virus in più continenti ed ancor più in un ambito territoriale, l’Italia, in cui essa aveva massima diffusione, appare singolare così come leggere che una persona abbia potuto diffondere il virus omettendo di fare qualcosa. Il Covid-19 circolava ampiamente nell’estate del 2020 generando però meno sintomi e quindi riducendo le possibilità di essere individuato. I fatti dimostrano purtroppo che neppure le massime cautele sono in grado di escludere i contagi. Al Billionaire, che come è noto, è un ristorante discoteca, esse sono state adottate con il massimo scrupolo quando le autorità hanno deciso di consentirne la riapertura. Siamo certi che la conoscenza degli atti ci offrirà la possibilità di interloquire con la Procura di Tempio su questi aspetti e provare che quanto realmente accaduto non è riconducibile ad alcun reato".

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