Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Dall'acqua alta del '66 all'inchiesta record, tutta la storia del Mose

Il progetto delle paratoie mobili affonda le sue radici nella storica alluvione e il suo percorso dalla posa della prima pietra nel 2003 alle indagini di queste settimane è stato lungo e travagliato, oltre che carico di polemiche

ROMA - Il percorso del Mose va avanti, tra polemiche, critiche e, recentemente, indagini e arresti record, da oltre trent'anni: il “Modulo Sperimentale Elettromeccanico”, abbreviato da sempre nelle quattro lettere ben note a tutti i veneziani, è stato ideato infatti negli anni '80 per difendere la delicata laguna e l'ancor più fragile centro storico dall'alta marea e, nello specifico, dall'acqua alta oltre i 110 centimetri.

IL PROGETTO - Il sistema di dighe mobili è stato autorizzato dallo specifico “Comitatone” del 3 aprile 2003, dopo anni di scontri a riguardo in laguna e a Roma. I lavori sono partiti lo stesso anno, e l'incarico andò al Consorzio Venezia Nuova, che opera per conto del Magistrato delle Acque di Venezia, emanazione del ministero delle Infrastrutture. Il costo complessivo dell'opera è di 5.493 milioni di euro (il prezzo “chiuso” venne fissato nel 2005), lo stato di avanzamento dei lavori ad oggi è pari all'87% e ad ottobre risultava necessario un altro miliardo di euro circa per portare a termine il progetto entro il 2016, termine ultimo stabilito e ribadito anche dopo le inchieste dello scorso anno.

DAL '66 AD OGGI – Anche se i primi progetti delle paratie mobili sono datati 1981 (il cosiddetto “progettone”), l'idea di difendere Venezia dalle acque alte che la flagellano da sempre affonda le sue radici nella storica alluvione del 1966. Venne quindi ideato il controverso sistema idraulico di paratoie mobili, appoggiate invisibili sul fondo delle bocche di porto e pronte ad alzarsi in caso di alta marea grazie all'aria compressa. Nel 2003 la posa della prima pietra, poi oltre 10 anni di cantieri per realizzare la struttura che sarà controllata da una sede operativa all'Arsenale, attiva già da due anni, in grado di fornire previsioni sul meteo e sulle maree con un anticipo di tre giorni. Lo scorso 12 ottobre, alla bocca di porto del Lido-Treporti, una delle tre che permettono l'ingresso in laguna, sono state per la prima volta sollevate quattro delle 78 paratoie, fornendo il primo test per cassoni di alloggiamento in cemento armato, cerniere e, appunto, barriere galleggianti.

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