Domenica, 18 Aprile 2021

Tragedia in A1, le urla del padre poi lo schianto: gli ultimi attimi del minivan

Arresti domiciliari per l'uomo alla guida della Volkswagen Sharan. Nell'impatto sono morti i suoi due figli e i genitori. Durante l'udienza di convalida il 30enne si è avvalso della facoltà di non rispondere: "È ancora troppo scosso"

Il luogo della tragedia

Ha chiuso gli occhi per pochissimi secondi. Poi avrebbe sentito il padre urlare: "Attento, attento!". Con un sussulto sarebbe tornato in sé e avrebbe tentato di evitare l'autoarticolato fermo sul ciglio della strada. Ma ormai era troppo tardi. Sarebbe questo il racconto fatto al suo legale da Emil Ciurar, il 30enne romeno alla guida del minivan che venerdì scorso si è schiantato contro un tir lungo il tratto aretino dell’autostrada A1.

Ciurar ha spiegato al proprio legale Giuseppe Martina cosa è accaduto in quella manciata di drammatici secondi che hanno portato al dramma di venerdì scorso: il terribile incidente nel quale sono morti due figli del giovane e i suoi genitori. Il padre sarebbe stato seduto accanto a lui, al posto del passeggero, e la madre dietro, sempre sul lato destro. L'impatto è stato violentissimo e ha causato la morte dei due nonni e di due nipotini: una neonata di 8 mesi e un bimbo di 10 anni.

La famiglia a bordo - composta da otto persone - era partita dalla Romania ed era diretta a Napoli. Secondo l’ANSA agli agenti della Polstrada di Arezzo l’uomo avrebbe detto che era al volante da molte ore  e di essere molto stanco. "Non riuscivo a tenere gli occhi aperti". "E' disperato - ha riferito l'avvocato Giuseppe Martina - chiede di continuo quali siano le condizioni della moglie e della bimba e di poter uscire per andare ai funerali".

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Arresti domiciliari per Ciurar: "Troppo scosso per parlare"

Intanto questa mattina presso il tribunale di Arezzo si è tenuta l'udienza di convalida dell'arresto. Il Gip Giulia Soldini ha deciso per gli arresti domiciliari. Ciuar, assistito dall'avvocato Christian Vannucchi, si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

"Era ancora troppo scosso per poterne parlare - ha spiegato il legale - adesso andrà ai domiciliari a Napoli".Nessun chiarimento quindi su quanto sia avvenuto in quella fatale manciata di secondi.

Il pubblico ministero, Roberto Rossi, ha chiesto la misura cautelare dei domiciliari, presso la casa del cugino residente a Napoli. 
L'uomo è accusato di omicidio stradale plurimo. Al 30enne non sono contestati reati come la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacenti: i test eseguiti subito dopo l'incidente hanno escluso queste ipotesi. Inoltre, sostengono i legali, anche se tornasse in patria si tratterebbe di un Paese dell'Unione Europea e non sarebbe difficile rintracciarlo.

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