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Giovedì, 30 Maggio 2024
21 morti / Venezia

Incidente bus Mestre: il giallo del dito rotto dell'autista Alberto Rizzotto

Non si sa per quale motivo l'autobus sia precipitato dal cavalcavia a Mestre alle 19.38 dello scorso 3 ottobre (21 morti e 15 feriti). Ma ci sono alcune nuove ipotesi

La verità è ancora lontana. Dopo quasi due settimane non si sa per quale motivo l'autobus sia precipitato dal cavalcavia a Mestre alle 19.38 dello scorso 3 ottobre. Il bilancio dell'incidente fu disastroso: 21 morti e 15 feriti. La sensazione è che di tempo per arrivare alla verità ne servirà ancora parecchio. I primi parziali risultati dell'autopsia su Alberto Rizzotto, l'esperto autista, escludono che sia stato colpito da un malore mentre era alla guida. Non sarebbero emersi problemi di qualsivoglia natura al cuore, secondo le indiscrezioni rilanciate venerdì dal Corriere del Veneto. Il condizionale è però assolutamente d'obbligo. L'ipotesi del malore era la più accreditata visto che dai rilievi effettuati dalla polizia municipale sul cavalcavia della strage il mezzo, prima di precipitare, ha strisciato contro il guardrail per ben 27 volte.

Forse solo un malore, non è chiaro però di che natura, potrebbe davvero spiegare la completa assenza di segni di frenata o di controsterzata. Ma il quadro è ancora lontano dall'essere definito e oggi Repubblica torna a riproporre l'ipotesi del guasto tecnico. Per quale motivo? I familiari dell'autista ipotizzano che una risposta potrebbe arrivare dalla frattura di un dito di Rizzotto che sarebbe emersa dall'esame autoptico, difficilmente compatibile con la caduta. Forse, questa è l'ipotesi in sintesi, Rizzotto si è rotto quel dito nel tentativo disperato, ostinato, estremo di sterzare e di tenere in carreggiata l'autobus. La lunga strisciata contro il guardrail andrebbe interpretata, se questa chiave di lettura troverà eventuali conferme nelle prossime settimane, come il tentativo di fermare un veicolo colpito da un improvviso guasto meccanico.

Il fatto che nei video delle telecamere fisse che hanno ripreso la scena non si vedano segnali di stop accesi né segni di frenata sull'asfalto è un rebus irrisolto, al momento. Per ora, quella del guasto meccanico è solo un'ipotesi tra le tante, va specificato. L'autobus elettrico, modello Yutong E-12, aveva solo un anno di vita, poco più di 35 mila chilometri e non aveva mai dato problemi. L'unica ipotesi che appare davvero da escludere è quella di una distrazione dovuta all'uso del cellulare: in quel caso infatti, dopo il primo urto contro il guardrail, Rizzotto avrebbe potuto almeno tentare di frenare, sterzare e riprendere il controllo del mezzo: non è successo. Il 25 ottobre ci sarà l'attesa perizia sul guardrail, che non ha retto all'urto col bus. Ma che cosa sia successo davvero su quell'autobus alle sette e mezzo di sera, in una tranquilla e calda giornata di inizio autunno, resta un mistero irrisolto. 

Alberto Rizzotto, 40 anni, l'autista del bus morto nell'incidente di Mestre (Facebook)

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