Giovedì, 17 Giugno 2021
Il mistero del forchettone / Verbano-Cusio-Ossola

Funivia Stresa-Mottarone: perché la fune traente si è spezzata e come funziona il sistema d'emergenza

L'incidente è stato causato dalla rottura della fune traente e dal mancato azionamento del freno d'emergenza. A cosa serve quel cavo, perché si rompe e cos'è il "forchettone" che blocca il sistema frenante

L'incidente alla funivia Stresa-Mottarone per adesso appare come il combinato disposto di due eventi apparentemente inspiegabili. Il primo è la rottura della fune traente che ha causato la discesa della cabinovia da monte a valle, l'impatto con il pilone dell'impianto e il suo sbalzo a terra. Il secondo è il mancato azionamento del freno d'emergenza, che avrebbe dovuto fermare la discesa e salvare chi era nella cabina. Perché la fune traente si è spezzata? E perché il sistema d'emergenza non è entrato in funzione?

Funivia Stresa-Mottarone: perché la fune traente si è spezzata e come funziona il sistema d'emergenza

Prima di tutto vediamo il funzionamento della funivia. Nel sistema di trasporto a fune sono previsti tre tipi di cavi: quello traente, quello portante e quelli di soccorso. Il cavo portante è fisso, realizzato interamente in trefoli di acciaio, ancorato nelle due stazioni di monte e di valle. Anche l'anello portante è realizzato in trefoli di acciaio e si muove in senso orario e antiorario mentre il carrello è la struttura che tiene la cabina ancorata al cavo ed è agganciata al cavo portante:  

  • la fune traente è un cavo a trefoli che ha la funzione di produrre il movimento delle cabine di una funivia; era stata sottoposta a controlli lo scorso novembre: non erano state segnalate criticità; ha una forma ad anello e si muove alternativamente in senso orario o antiorario; il suo diametro varia dai 2 ai 5 centimetri; 
  • la fune portante è un cavo che rimane fisso e fermo e serve a sostenere e rendere stabile la cabinovia quando viene mossa dalla fune traente; è di solito grande il doppio della fune traente e arriva ad otto centimetri; le sue estremità sono ancorate alle due stazioni; 

Le funi, sia portanti sia traenti, vengono sottoposte a un controllo magnetico induttivo per la loro estensione e se il cavo presenta un difetto al suo interno, ad esempio dovuto alla rottura di un filo, il campo mostra una riduzione. Un tecnico è quindi in grado di capire la situazione della fune anche se non vede fili rotti. Secondo gli esperti la fune traente e quella portante sono in grado di reggere pesi complessivi pari al triplo o al quadruplo della cabinovia al massimo della sua capienza. Ma in ogni caso la cabina viaggiava semivuota per le norme anti-Covid e quindi è da escludere una problematica come questa. 

Ciò nonostante, spiega oggi il Corriere della Sera, la fune traente si può rompere per un difetto di resistenza. Gianpaolo Rosati, docente di Tecnica delle costruzioni al Politecnico di Milano, sostiene che il difetto di resistenza si verifica quando all’interno del cavo c’è un processo di corrosione o può essere causato da morsetti di ancoraggio al carrello della cabina. Può succedere che la fune si rompa per eccesso di sforzo o sollecitazione. Oppure, e questa è la seconda ipotesi, l’argano potrebbe aver sottoposto la fune a uno sforzo superiore alle sue capacità. "Per esempio: se si blocca la ruota a valle, quella a monte continua a tirare la fune traente ed è come quando in laboratorio facciamo le prove di trazione per capire quale sia il punto di rottura. Ripeto, sono ipotesi di scuola", conclude Rosati. 

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Il sistema d'emergenza e il forchettone

In ogni caso manca un elemento per comprendere cosa sia successo: ovvero bisogna sapere se la fune traente si è rotta a monte o a valle. "A meno che non ci sia stato qualcosa di strano, stravolgente, come un'azione meccanica forte, un fulmine, un oggetto che cade in modo violento e pesante. Oppure una carenza prolungata nel tempo, ma dubito", spiega, in un'intervista al Tgr Leonardo, Bruno Dalla Chiara, docente del Dipartimento di Ingegneria, Ambiente e Territorio del Politecnico di Torino, esperto in strutture come gli impianti a fune, che potrebbe essere nominato consulente tecnico della Procura di Verbania. "Sappiamo che ci sono due funi in quei tipi di impianti: una portante, che regge il carico dall'alto, e una traente che lo trascina. A quanto pare è la fune traente che si si è staccata o rotta. Il secondo elemento è il freno che non ha agito. Se mai dovesse capitare un fatto come questo il veicolo si deve fermare, ma il freno non ha agito. Quindi, i fatti sono due: una rottura del tutto anomala e il mancato intervento del freno", osserva il docente.

E perché il freno d'emergenza non ha funzionato? Quando la funivia finisce la sua corsa di solito il sistema frenante della funivia viene armato e disarmato. I tecnici usano dei cunei per tenere separati i morsi. C'è un attrezzo che viene usato per le prove a vuoto della funivia, che impedisce alle ganasce di scattare. Ha dei nomi tecnici e d'uso variegati: ferro, forchetta o forchettone. Il forchettone blocca il sistema frenante, tenendo aperte le ganasce della fune portante. Una delle ipotesi che spiegherebbero il mancato azionamento del sistema d'emergenza è che gli addetti alla funivia abbiano dimenticato di rimuovere il forchettone prima di far partire la cabinovia. 

C'è anche un'altra ipotesi esplicativa. La fa proprio Rosati: "Se, ad esempio, il cavo traente fosse finito tra le ruote del carrello e la portante potrebbe essere stato tranciato dalle ruote stesse". Oppure la cabina potrebbe aver scarrellato fuori dalla fune portante: "A quel punto, c’era la sola fune traente a sostenerla. Ci potrebbe essere stato un effetto simile a un colpo di frusta e, in questo caso, il freno d’emergenza potrebbe essere stato ingannato e non è intervenuto".  

L'azienda Leitner, responsabile della manutenzione dell'impianto Stresa-Mottarone, ha detto che l'ultimo controllo alle centraline idrauliche del sistema frenante è stato effettuato il 3 maggio scorso. "i controlli non distruttivi su tutti i componenti meccanici di sicurezza dell'impianto previsti dalla revisione quinquennale, in scadenza ad agosto 2021 sono stati anticipati dal 29 marzo all'1 aprile 2021; il 18 marzo 2021 prove di funzionamento dell'intero sistema d'azionamento; il 4 e 5 marzo lubrificazione e controlli dei rulli e delle pulegge delle stazioni; l'1 dicembre 2020 'finti tagli' (prova che prevede una simulazione della rottura della fune traente e conseguente attivazione del freno d'emergenza); il 5 novembre 2020 controllo periodico magnetoinduttivo delle funi traenti e di tutte le funi dell'impianto con esito positivo". 

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