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Domenica, 26 Maggio 2024
Lo schianto / Milano

Trentenne in monopattino investito e ucciso, automobilista positivo ad alcol e cocaina

Per l'uomo è stata disposta la custodia in carcere. Dopo l'impatto era fuggito facendo in modo che un'amica si prendesse la colpa di quanto accaduto, ma un testimone lo ha incastrato

Resta in carcere il 29enne Giuseppe D'Amico che, venerdì sera a Milano in viale Famagosta, è scappato dalla scena dell'incidente dopo avere investito il 30enne Juan Carlos Quinga Guevara lasciando sul posto un'amica 25enne che si è assunta la colpa dello schianto. Come riporta MilanoToday, determinanti sono state le parole di un testimone, che lo ha visto fuggire dopo l'incidente.

Il gip Tommaso Perna ha accolto la richiesta della procura e disposto la custodia cautelare in carcere. Secondo quanto risultato dall'interrogatorio davanti al magistrato, D'Amico avrebbe ammesso di avere assunto alcol e cocaina durante la serata e di avere la patente revocata. D'Amico oltretutto era gravato dall'obbligo di dimora e messa in prova: non avrebbe potuto trovarsi fuori dall'abitazione dalle 22 alle 6. 

Quinga Guevara stava attraversando le strisce pedonali con il suo monopattino quando è stato investito dall'auto guidata da D'Amico. Soccorso, è morto in ospedale. L'investitore è stato rintracciato dalla polizia locale e arrestato per il pericolo di fuga con l'accusa di omicidio stradale. "L'indagato ha ampiamente mostrato di non essere in grado di rispettare alcuna prescrizione e regola di civile convivenza, oltre che giuridica e, prima ancora, di banale umanità", scrive il gip. Il giudice sottolinea poi che "si è posto alla guida in stato di intossicazione dovuto al pregresso consumo di cocaina e bevande alcoliche e, peraltro, senza essere munito della patente per essergli stata revocata con decreto del prefetto di Milano". 

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