Sabato, 13 Luglio 2024
CRONACA

Centonove morti ogni anno: la strage dei pirati della strada

In sei anni registrati 4.168 incidenti con 653 morti e 4.943 feriti. Secondo uno studio dell'osservatorio Asaps Pirateria 2008-2013, il 65% dei pirati sono stati finora identificati

ROMA - Per dare l'idea di quanto il fenomeno della pirateria stradale sia sottostimato, l'Asaps - Associazione sostenitori ed amici della Polizia stradale, www.asaps.it - fa un paragone con la ben nota encefalopatia spongiforme bovina, conosciuta come "morbo della mucca pazza", che ha provocato la morte, nell'ultimo quarto di secolo, di 207 persone in tutta Europa. Per colpa dei pirati della strada, invece, in sei anni si sono contati 653 morti. Quasi centonove ogni anno.

L'osservatorio dell'Asaps ha analizzato i bollettini delle ultime sei annualità, raccogliendo le informazioni relative alle omissioni di soccorso. Alle 653 vittime si devono aggiungere i 4.168 eventi e 4.943 feriti. Non sempre i pirati della strada vengono assicurati alla giustizia: nei sei anni della rilevazione, per esempio, solo 2.711 (65%) sono stati identificati, lasciando 2.233 casi aperti.

ALCOL E DROGA - Il 26,4% dei pirati identificati è risultato in stato di ebbrezza alcolica, ma si tratta di un dato da considerare fortemente sottostimato, poiché essendo accertabile solo quando il pirata sia catturato nell'immediatezza del fatto, è evidente che quando la cattura del fuggitivo avviene a distanza di ore o giorni i fumi dell'alcol o della droga (comunque accertata in 70 casi) sono ormai svaniti. "E' facile stimare quindi che il 40/50% dei pirati fosse sotto l'effetto dell'alcol o droga", dice Giordano Biserni, presidente dell'associazione. Sono poi stati conteggiati 682 pirati della strada stranieri, pari al 25,1% del totale.

OMICIDIO STRADALE - Come in ogni altro omicidio, anche in quello stradale "c’è l’arma, c’è il movente, c’è la vittima e c’è un omicida in fuga e sulle sue tracce ci sono gli agenti e i carabinieri, pochi, scoordinati", dice l'Asaps. "Se infatti, da un lato, parlare ormai apertamente di omicidio stradale rende l'Asaps orgogliosa del proprio lavoro, dall'altro la prospettiva di un taglio radicale della risorsa pubblica destinata alle polizie, se operata senza un criterio funzionale, rischia di ingessare l'azione di polizia, che si fonda oggi sulla capacità degli organi investigativi di chiudere sempre più casi grazie alla tecnologia".

PREVENZIONE - E poi c'è la prevenzione: "Perché prendere un pirata che fugge dopo aver investito una persona - dice Biserni - è certo la risposta massima all'emergenza che si attiva con l'evento, ma fermare un potenziale pirata prima che l'ebbrezza o un'altra delle cause favorenti lo conducano a dare gas dopo un incidente, trasformando la strada in una scena del crimine, significa bonificare il territorio stradale".

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