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Martedì, 16 Aprile 2024
Le violenze / Roma

Adescavano ragazzi gay in chat, poi li picchiavano e rapinavano: tre in attesto

I sospettati contattavano le vittime su una chat di incontri per ragazzi gay, su cui avevano creato un profilo falso

Arrestati tre giovani che avevano organizzato violenze e rapine contro almeno undici ragazzi gay, utilizzando una chat di incontri per Lgbt+. Nel mese di febbraio e marzo il servizio Gay help line, numero verde 800 713 713 di Gay Center contro l'omobistransfobia, attivo con il supporto di Unar, ministero delle Pari opportunità, Regione Lazio, Comune di Roma e Chiesa Valdese, ha raccolto le segnalazioni di otto ragazzi gay, che hanno raccontato di essere stati vittima di rapine, minacce e insulti durante gli incontri.

L'incontro, poi le violenze

I fatti sono accaduti nel territorio di Roma e dintorni. I tre sospettati contattavano le vittime su una chat di incontri per ragazzi gay, su cui avevano creato un profilo falso. All'appuntamento però, si presentavano in tre: uno alla guida di un'auto grigia e due nascosti nei sedili posteriori. Quando il ragazzo entrava nel veicolo, lo braccavano e con pugni e botte lo costringevano a consegnare il portafoglio, il telefono oppure oggetti di valore. Quasi sempre, l'azione era accompagnata da insulti omofobi, sputi e atti di scherno: "Hai visto cosa succede a fare il fro...!", "Sei un fro... di m….". In alcuni casi veniva anche utilizzata la minaccia di rivelare l'orientamento sessuale della vittima o di diffondere fotografie compromettenti scambiate in chat per costringere la persona a prelevare soldi dal bancomat o in casa.

Gay Help Line ha coinvolto l'Oscad, Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori, ufficio interforze del dipartimento di pubblica sicurezza, che si è immediatamente attivato al fine di fare da raccordo con riferimento agli episodi delittuosi ponendoli all'attenzione delle forze di Polizia Procedenti.

"Gay help line ha offerto subito supporto legale e psicologico alle persone coinvolte, sostenendo tanto chi ha denunciato quanto chi non ha ancora trovato il coraggio di farlo. L'azione violenta verso l'orientamento sessuale infatti, crea nelle vittime un forte trauma e una condizione di paura che scoraggia e ostacola la denuncia, determinando una sottostima (under-reporting) degli atti d'odio omotransfobico commessi nel nostro Paese" dichiara Alessandra Rossi, coordinatrice Gay help line 800 713 713.

"Il lavoro di Oscad e la nostra mediazione con le vittime è fondamentale per fermare le azioni violente che espongono al pericolo moltissimi ragazzi" dichiara l'avvocato Alessandro Cataldi, responsabile dell'area legale della Gay help line 800 713 713 - "Nei casi che abbiamo seguito, il disegno criminoso colpisce ragazzi gay, meschinamente tratti in inganno attraverso l'espediente dell'appuntamento, per approfittare poi della difficoltà che avrebbe incontrato la vittima nel combattere il senso di colpa e chiedere giustizia. Pertanto, ringraziamo sinceramente tutte le vittime che nell'ultimo mese hanno facilitato la ricostruzione dei fatti, mostrandosi disponibili a condividere un'esperienza dolorosa con l'intento di supportarsi vicendevolmente. Riteniamo che le vittime accertate siano inferiori a quelle effettive. Faccio quindi appello a tutti coloro che non hanno ancora denunciato: chiedete sostegno anche attraverso il servizio della Gay help line 800 713 713, vi accompagneremo nel percorso verso la denuncia".

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