Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Rigopiano, altri 23 indagati per la strage dell'hotel travolto dalla valanga

Lo scorso 18 gennaio morirono 29 persone. E' la seconda parte dell'inchiesta: erano già finiti nel registro degli indagati il sindaco di Farindola e il direttore dell'hotel

La Procura di Pescara ha inoltrato 23 avvisi di garanzia ad altrettante persone indagate nell'ambito dell'inchiesta sul crollo dell'Hotel Rigopiano avvenuto nel mese di gennaio a causa di una valanga. Le vittime furono ventinove. Si tratta della seconda parte dell'indagine aperta qualche mese fa. Fra i nuovi indagati c’è anche l’ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo (qui i dettagli). 

Nel primo filone dell'inchiesta risultavano già indagati il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, il presidente della Provincia Antonio di Marco, il direttore dell’hotel, Bruno di Tommaso, il dirigente delegato delle Opere pubbliche Paolo d’Incecco, il geometra comunale Enrico Colangeli e il responsabile della Viabilità provinciale Mauro di Blasio.

Non era e non sarebbe mai stato indagato per le vicende dell'hotel Rigopiano, come spiegato già nei giorni scorsi dalla Procura pescarese, l’ex generale dei Carabinieri Forestali Guido Conti, che si è suicidato venerdì scorso. In una delle due lettere ai familiari l’ex investigatore protagonista del processo sulla mega discarica di Bussi sul Tirino (Pescara), avrebbe scritto che “da quando è accaduta la tragedia di Rigopiano la mia vita è cambiata. Quelle vittime mi pesano come un macigno. Perché tra i tanti atti ci sono anche prescrizioni a mia firma. Non per l’albergo, di cui non so nulla, me per l’edificazione del centro benessere”. Secondo i famigliari, non c’è alcun “collegamento diretto e indiretto” tra la sua attività e le vittime dell’hotel travolto dalla valanga.

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