Domenica, 9 Maggio 2021
Le indagini

Minacce via email al ministro Speranza, quattro indagati: “Invece che il lockdown ti ammazziamo la famiglia”

Individuati dai Nas quattro italiani tra i 35 e i 55 anni, che si celavano dietro indirizzi email gestiti da server ubicati in Paesi extra europei

Quattro persone risultano indagate perché ritenute responsabili di aver inviato, tra ottobre 2020 e gennaio 2021, numerose email dal contenuto gravemente minaccioso al ministro della Salute Roberto Speranza. Si tratta di quattro italiani tra i 35 e i 55 anni, residenti nel torinese, cagliaritano, varesotto ed ennese, alcuni con precedenti di polizia analoghi al reato che viene ora contestato, ossia minaccia aggravata. I carabinieri dei Nas, sotto il coordinamento della Procura di Roma,  sono risaliti ai quattro che si celavano dietro indirizzi email gestiti da server ubicati in Paesi extra europei, grazie all’utilizzo sofisticate tecniche investigative telematiche.

Le minacce formulate erano tutte connesse con le misure e le restrizioni governative adottate in relazione all’emergenza sanitaria legata alla diffusine del coronavirus. Nei messaggi, dai toni offensivi, astiosi e sprezzanti, venivano prospettate ritorsioni e azioni violente nei confronti del ministro Speranza e dei suoi familiari. In alcuni casi anche con esplicite minacce di morte. 

Le minacce via email al ministro Speranza

Queste alcune delle violente espressioni contro Speranza contenute nelle email acquisite dai militari del Reparto Operativo del Nas a corredo della denuncia presentata dal ministro. 

“…Invece che il lockdown ti ammazziamo la famiglia, tu vuoi affamare l’Italia … noi prima o poi ammazziamo la tua famiglia e poi ti spelliamo vivo”; “Sei … da schiacciare da calpestare da odiare e da ammazzare appeso a testa in giù..”; “La pagherete cara per tutto il terrore che state facendo”; “Ne ve pentirete di essere nati”; “La vostra fine è vicina”; “non la passerete liscia”; “….farete una brutta fine … se non lo capisci con le buone così posso anche … fartelo capire nell’altro modo … più brutale”; “Signor ministro presto ci vedremo o in tribunale o in obitorio…”.

Nel corso delle perquisizioni, condotte con il supporto dei Carabinieri dei Nuclei Antisofisticazione e Sanità e dei reparti dell’Arma territorialmente competenti, sono stati sequestrati i dispositivi elettronici in uso agli indagati, sui quali verranno avviati i relativi approfondimenti e accertamenti tecnici volti anche a rilevare eventuali collegamenti con altre persone o gruppi.

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