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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Associazioni sovversive di estrema destra / Napoli

Neonazisti e suprematisti, blitz in tutta Italia: "Programmavano azioni violente"

Perquisizioni a Napoli, Caserta, Avellino, Siena, Roma, Torino, Ragusa, Lecce e Ferrara. Propaganda antisemita su Telegram, addestramenti paramilitari e legami con gruppi ucraini

Blitz in tutta Italia contro associazioni sovversive di estrema destra. Da questa mattina la Polizia di Stato di Napoli, su delega del Procuratore della Repubblica del Capoluogo campano, sta eseguendo perquisizioni domiciliari nei confronti di 26 persone per associazione sovversiva di matrice neonazista e suprematista. Quindici gli indagati. 

L'indagine è svolta dalla Digos di Napoli e dalla Direzione Centrale Polizia di Prevenzione - Servizio per il Contrasto dell'Estremismo e del Terrorismo Interno. Le perquisizioni, che interessano le province di Napoli, Caserta, Avellino, Siena, Roma, Torino, Ragusa, Lecce e Ferrara, sono state eseguite dai rispettivi uffici Digos con la collaborazione del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Campagne antisemite, munizioni, armi soft air, e addestramento militare per gli "adepti"

Campagne di apologia del fascismo, negazionismo della Shoah, incitazione all'odio razziale e all'antisemitismo e una "costante attività di addestramento paramilitare": sono queste le attività dei gruppi organizzati di matrice neonazista sui quali si sono concentrate le indagini. L'organizzazione "sovversiva, neonazista e suprematista" diffusa sul territorio nazionale svolgeva campagne di apologia del fascismo e antisemite anche attraverso chat e canali sulle piattaforme Telegram e Whatsapp.

A maggio scorso, durante delle perquisizioni eseguiti nei confronti alcuni dei 26 indagati oggi dalla Procura di Napoli erano stati trovati munizioni, numerose armi "soft air" fra cui anche un lancia-granate, abbigliamento tattico e numerosi device sui quali saranno svolti accertamenti tecnici. Nel corso delle indagini sono state inoltre intercettate comunicazioni aventi ad oggetto la disponibilità di armi e la programmazione di "eclatanti azioni violente", secondo quanto riferisce in un comunicato il procuratore della Repubblica di Napoli Giovanni Melillo.

L'associazione sovversiva neonazista e suprematista era organizzata all’ombra di un costituito "Ordine di Hagal" e caratterizzata da "una rigida compartimentazione informativa in base al livello gerarchico raggiunto e volta a realizzare un avanzato addestramento militare dei suoi adepti, alcuni dei quali risultano aver frequentato, anche all'estero, corsi per l'utilizzo di armi da sparo corte e lunghe e per l'addestramento in tecniche di combattimento corpo a corpo". Aveva inoltre "stretti contatti e frequenti rapporti" con formazioni ultranazionaliste ucraine apertamente neonaziste. Tra queste figurano il cosiddetto "Battaglione Azov", la "Misantrophic Division", il "Pravi Sector" e "Centuria". I contatti con queste organizzazioni erano tenuti "anche in vista di reclutamenti nelle fila di tali gruppi militari combattenti".

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