Martedì, 24 Novembre 2020

La barista che ha ricevuto soldi dalla Lega e l'indagine sul denaro allo staff di Salvini

L'inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari i tre commercialisti vicini al Carroccio punta su un alert di Bankitalia. A gestire il denaro è la Vadolive, srl della cognata di uno dei professionisti

Nella foto: Matteo Salvini con Luca Morisi

L'indagine sui 49 milioni della Lega e su Lombardia Film Commission che ha portato agli arresti domiciliari tre commercialisti in rapporti con il Carroccio approda alle movimentazioni di soldi segnalate da Bankitalia. Il Corriere della Sera racconta oggi che una segnalazione dell’Uif di via Nazionale solleva sospetti sui rapporti tra «diverse società».

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Tra queste c'è la Vadolive, un’impresa che si occupa di pubblicità e che è stata della cognata di Di Rubba, la quale però fa la barista, ha ricevuto molti bonifici dalla Lega Nord. «Tali fondi sono stati utilizzati per effettuare pagamenti in favore di alcuni membri dello staff dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini, Luca Morisi, Leonardo Foa, Matteo Pandini» annota l’Uif di Bankitalia. Ci sono uscite per ricaricare carte  prepagate di collaboratori del partito sulle quali, però, «si riscontrano spese poco coerenti con l’utilizzo dichiarato». Repubblica spiega oggi che le indagini ruotanto intorno a un vorticoso giro di denaro verso il cerchio magico leghista sui quali la procura intende andare a fondo per capirne la destinazione e l’uso finale: 

Anche “la Bestia” di Salvini si è abbeverata al fiume di denaro dei commercialisti leghisti. Il guru della propaganda salviniana Luca Morisi, il portavoce dell’ex ministro dell’Interno Matteo Pandini, il social media manager Matteo Foa, figlio del presidente Rai Marcello Foa. I loro nomi compaiono in un’altra “Segnalazione di operazioni sospette” di Banca d’Italia. A gestire il denaro in arrivo dalla Lega, è la Vadolive, srl di Vanessa Servalli (cognata di Alberto Di Rubba), anche lei indagata nell’inchiesta sulla compravendita dell’immobile di Cormano.

La donna, «di professione barista, ha ricevuto bonifici dalla Lega Nord, dallo studio Dea Consulting di Manzoni e Di Rubba, dalla Partecipazioni srl» di Michele Scillieri, l’altro commercialista ai domiciliari, nel cui studio è stata domiciliata la lista “Lega per Salvini premier”. «Tali fondi – scrive Bankitalia – sono stati utilizzati per effettuare pagamenti in favore di alcuni membri dello staff del ministro Salvini – Luca Morisi, Leonardo Foa, Matteo Pandini». Altre movimentazioni di denaro sospetto riguardano l’altro social media manager della Lega, Mirko Giaffreda, che si occupa delle campagne on line in Regione Lombardia e lavora in sinergia con Morisi. E poi Aurelio Locatelli, autista storico dei segretari leghisti fino a Matteo Salvini.

Un'annotazione della Guardia di Finanza agli atti dell'inchiesta del procuratore aggiunto Eugenio Fusco e del pubblico ministero Stefano Civardi parla proprio di questo giro di denaro, che viene collegato alla compravendita dell’immobile della nuova sede della LFC, architettata da Alberto Scillieri, Andrea Manzoni e Michele Scillieri. 

La pista dei soldi della Lega arriva in Russia

Come abbiamo raccontato, la pista dei soldi della Lega arriva fino in Russia. E passa per la Barachetti Service, la srl dell'elettricista indagato che in una relazione della Guardia di Finanza è al centro dell'esame di quattro segnalazioni sospette effettuate dall'Uif, ovvero l'Unità antiriciclaggio della Banca d'Italia. 

Alcune annotazioni sono state inserite nel fascicolo d'indagine che riguarda la cena all'hotel Metropol di Mosca alla quale partecipò anche Gianluca Savoini. La moglie di Barachetti, Tatiana Andreeva, è titolare della società OOO Sozidaner Oblast di San Pietroburgo e avrebbe utilizzato una parte dei soldi provenienti dal Carroccio per l’acquisto di un appartamento. Secondo la relazione la donna era intercettata quando un funzionario di banca le ha ricordato di «evitare di far transitare sul conto movimentazioni provenienti dalla Lega». 

La Finanza scrive che la Barachetti e un'altra società hanno ricevuto dalla Lega fondi per circa 350mila euro in un anno e l'azienda «risulta beneficiaria di fondi trasferiti da una fondazione partecipata da enti locali la cui provvista è riconducibile alla ricezione di fondi pubblici». Ed ecco il meccanismo sospetto: «Si rileva il reiterarsi di una operatività caratterizzata dal trasferimento di fondi per ordine della Lega e di entità correlate a titolo di pagamento fatture emesse da una società terza che a propria volta con tali fondi regola fatture emesse da società collegate all’entità politica ovvero li gira su con tinte stati ad altre società del gruppo Barachetti». 

Tatiana Andreeva avrebbe quindi acquistato immobili a San Pietroburgo e risulta aver avuto rapporti economici con il Carroccio. Tra il 2016 e il 2018 la Barachetti ha ristrutturato l’abitazione di Di Rubba a Casnigo fatturando per quasi 70mila euro, altri 82mila per la stessa ragione a Giulio Centemero. Ai pm dovrà spiegare però perché abbia restituito parte dei soldi.

"Operazioni sospette con la Lega": l'alert di Bankitalia che risale al 2019

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