Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Servitù militari in Sardegna, i sindaci chiedono chiarezza sugli indennizzi

Gli indennizzi sono previsti da una legge nazionale, ma i comuni sardi sul cui territorio grava il peso delle servitù militari non hanno ancora visto i risarcimenti. Lettera aperta dei primi cittadini di vari comuni dell'isola. La Sardegna ospita il 66 per cento di servitù militari italiane

Chiedono chiarezza. Gli indennizzi sono previsti da una legge nazionale, ma i comuni sardi sul cui territorio grava il peso delle servitù militari non hanno ancora visto i risarcimenti. 

La cifra complessiva si aggira intorno ai 15 milioni. La Sardegna ospita il 66 per cento di servitù militari italiane. Fra servitù di terra e aree marine interdette alla navigazione ed alla attività civile la Sardegna si attesta intorno ai 35 mila ettari, senza considerare gli spazi aerei interdetti. E i tre più grandi poligoni d'Europa sono in terra sarda. Poligoni sperimentali, nei quali si spara terra-mare, aria-terra e mare-terra, dove si svolgono possenti esercitazioni.

"Nel mese di marzo i sindaci dei comuni sardi interessati da servitù militari hanno scritto una lettera al ministro della Difesa, al presidente della giunta regionale e al presidente dell’ANCI Sardegna per significare gli interminabili ritardi nell’erogazione dei fondi a ristoro dei disagi e dei vincoli per la presenza dei poligoni e delle esercitazioni. Risorse destinate ai Comuni e da questi utilizzate per la realizzazione di opere pubbliche e politiche sociali a beneficio dell’intera comunità" scrivevano qualche giorno fa i sindaci  Antonello Ecca (Arbus), Anna Paola Marongiu (Decimomannu), Luca Montella dalla Maddalena, Mariano Carta (Perdasdefogu), Teresa Pintus (Sant'Anna Arresi), Daniele Serra (Teulada), Gian Luigi Serra (Ulassai), Giuseppe Loi (Villagrande Strisaili) e Sandro Porcu (Villaputzu) in una lettera al Ministro della Difesa, al Presidente della Giunta regionale e al presidente dell'Anci Sardegna.

"In data 9 maggio un comunicato a firma della Presidenza della Giunta regionale riportava la notizia dell’avvenuta sottoscrizione da parte del ministro Padoan del decreto che quantifica i parametri per l’erogazione del contributo ai Comuni e si stimava un tempo di conclusione dell’iter pari a circa un mese. Ad oggi però non si hanno notizie dell’effettiva conclusione dell’iter e questo è oggetto di forte preoccupazione dei sindaci scriventi visto il termine ultimo del 15 luglio quale obbligo per tutti i comuni di trasmissione della richiesta di acquisizione o di cessione degli spazi finanziari annuali. Un ulteriore ritardo nell’erogazione dei fondi in oggetto non solo rischia di compromettere la corretta programmazione delle risorse entro tale data, ma in caso di trasferimento tardivo essi rischiano di finire in avanzo di amministrazione rendendoli di fatto inutilizzabili".

"Per questi motivi, considerati anche i tempi tecnici necessari per il trasferimento dei fondi dallo Stato alla Regione e da questa ai Comuni è assolutamente necessario concludere l’iter nei prossimi giorni, in caso contrario tali risorse saranno di fatto del tutto vane. Oltre al danno, la beffa. Chiediamo quindi notizie sull’avanzamento dell’iter procedurale necessario e, nel caso in cui questo non sia di immediata conclusione, chiediamo una pronta e decisa presa di posizione – concludono i sindaci – per scongiurare il sopraccitati rischi e dare finalmente seguito agli impegni presi, nell’esclusivo interesse delle nostre comunità".

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