Sabato, 18 Settembre 2021
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Redazione Today

Insicurezza suburbana

Foto di Michela Barzi

Debra Harrell è una madre single nera arrestata per aver lasciato che la figlia di 9 anni andasse a giocare da sola nel parco che dista 5 minuti a piedi dal Mac Donald’s nel quale lavora. Lei e la figlia vivono a North Augusta, una cittadina di poco più di 20.000 abitanti nel South Carolina che fa parte dell’Augusta Metropolitan Area: circa mezzo milione di abitanti sparsi tra due stati lungo, il corso del fiume Savannah, e sulla superficie di cinque circoscrizioni di contea. Il modello insediativo dominante  – basta dare un’occhiata con Google Earth  – è quello a bassa densità e a funzioni segregate: in pratica un mare di casette con giardino nel quale si distinguono, per la presenza di ampie superfici a parcheggio, le isole dedicate al commercio e alle altre funzioni.

Anche senza conoscere la biografia di Debra, si può immaginare quanto il contesto in cui vive sia ostile alle classiche relazioni di vicinato, quelle che avrebbero consentito uno spontaneo aiuto alla sorveglianza della bambina durante la sua assenza. Il fatto che Debra non avesse altra alternativa che lasciare la figlia a giocare da sola nel parco distante poche centinaia di metri dal posto di  lavoro, ha evidentemente una relazione con un ambiente urbano consapevolmente progettato per eliminare qualsiasi senso di comunità e basato sulla centralità dell’asse individuo-famiglia. La casetta con giardino è la tipologia edilizia espressamente tagliata sulle esigenze di spazio della famiglia media (ovvero padre, madre e un paio di figli). L’essere separata da altre simili da una certa porzione di terra ha una precisa matrice ideologica: l’individuo può benissimo fare a meno di confrontarsi con la società perché è la famiglia il consorzio umano di riferimento. 

Se Debra si fosse trovata a vivere in una città vera e propria, a risiedere in quartiere dove sono possibili le relazioni con i vicini, dove la concentrazione demografica consente di determinare l’utenza per servizi sociali come quelli dedicati all’infanzia, forse non si sarebbe trovata nella difficile condizione di dover fare ciò che una madre stenta davvero a fare: lasciare i figli da soli a cavarsela in un ambiente ostile. E in questo caso l’ostilità è rappresentata dalla mancanza di una comunità con la quale interagire. In un contesto di desertificazione sociale come quello del suburbio le relazioni tra gli individui, che si ritrovano nello spazio pubblico, sono mediate dai rappresentanti dello stato. E allora se un bambino solo genera preoccupazione si chiama direttamente la polizia.

Sono molte le implicazioni di questa storia ma anche solo mettendo a fuoco il contesto spaziale nel quale essa si è svolta è possibile trovare una morale: essere poveri nel suburbio è anche più duro che in città e l’assenza della società, surrettiziamente sostituita dalla famiglia, costituisce un fattore di rischio per l’individuo, non importa quale sia il suo reddito, la sua età o il colore della sua pelle.

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