Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Insulti razzisti durante la partita di basket: sospeso atleta under 18

"Zingaro" e "slavo di mer*a": questi gli insulti rivolti in campo a Nicola Markovic della Maestria Vending Virtus di Catanzaro durante l'incontro con il Cus Bari

E' stato sospeso dalla sua stessa squadra il giocatore under 18 che durante una partita di basket ha rivolto insulti razzisti a un avversario. A renderlo noto è il Cus Bari (Centro universitario sportivo) dopo quanto accaduto durante la partita del campionato Eccellenza under 18 contro la Maestria Vending Virtus, società sportiva di Catanzaro.

La squadra calabrese aveva denunciato in una nota come per tutta la durata della partita "due atleti del Cus" avrebbero rivolto "gravi insulti razzisti" a un loro giocatore, Nicola Markovic, apostrofandolo come "zingaro" e "slavo di mer*a". Il tutto senza "senza interrompere e sanzionare tale inqualificabile condotta, tanto antisportiva che incivile" da parte degli arbitri. "Ma l’apice i direttori di gara l’hanno toccato allorquando hanno prima sanzionato Markovic con un fallo tecnico, per poi espellerlo, reo di aver protestato contro la condotta razzista dei giovani eroi biancorossi. In pratica al danno si è aggiunta la beffa".

"A fine gara - si legge nella nota - uno degli eroi-cestisti ha confessato pubblicamente gli insulti rivolti a Markovic, incalzato dal nostro staff tecnico che gli ha contestato la vile condotta. Ovviamente, per solidarietà a Nicola dopo l’espulsione, ancorché mancassero 40’’, i compagni hanno smesso di giocare, così mettendo in risalto la gravità dell’accaduto e la pari deprecabile condotta degli arbitri baresi".

Dal canto suo, il Cus Bari ha fatto sapere di aver sospeso il giocatore ma ha precisato che "l'episodio a cui il comunicato fa riferimento è avvenuto a pochi secondi dalla fine della partita e non durante tutto lo svolgimento della stessa. Al momento dell'accaduto il giocatore responsabile dell'offesa è stato fatto uscire immediatamente dal campo, richiamato dal nostro staff tecnico, e successivamente sospeso dalle attività agonistiche dalla nostra società". Nella nota il Cus Bari ha spiegato poi: "L'offesa deprecabile e ingiustificabile è stata una risposta sbagliatissima alle provocazioni e minacce di tesserati della Virtus Catanzaro, già innervositi per l’epilogo della gara che volgeva al termine. Alcuni tesserati del Catanzaro, inoltre sostavano al termine della gara nel tunnel degli spogliatoi per cercare il contatto con nostri atleti assolutamente estranei a tutto l’accaduto. Solo l'intervento dello staff biancorosso permetteva che i ragazzi raggiungessero gli spogliatoi". Infine, fa sapere il responsabile della sezione basket Cus Bari Donato Ravelli: "Ci scusiamo ancora una volta per l’accaduto, che non fa onore all’atleta rappresentante sportivo della nostra società sul parquet che ci ha ospitati, ma l’invito è a non esasperare una situazione con interventi politici, che con lo sport non hanno nulla a che fare. Invitiamo quindi tutti al buon senso e alla responsabilità".

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