Martedì, 19 Ottobre 2021

Intervista a Pietro Orlandi: "Se quelle ossa sono di Emanuela, per me mia sorella muore in quell'istante"

L'intervista di Pietro Orlandi a Today. L'ipotesi della trattativa Procura-Vaticano. Dopo 35 anni di misteri e silenzi, il fratello di Emanuela non si arrende: "Continuerò a cercare la verità"

Ci vorrà ancora una settimana per sapere a chi appartengono le ossa ritrovate nella Nunziatura Apostolica di via Po a Roma. Secondo le prime impressioni dei medici legali potrebbero essere di una donna tra i 25 e i 35 anni. Durante il sopralluogo di ieri, Polizia e Scientifica hanno trovato nuovi frammenti di ossa

Pietro Orlandi, fratello di Emanuela - la 15enne cittadina vaticana scomparsa nel nulla il 22 giugno del 1983 - ha voluto ricordare un incontro avvenuto nel 2012 in Vaticano tra i magistrati romani e un alto prelato in cui fu avviata una sorta di trattativa sul caso Orlandi, trattativa che poi non ebbe però seguito. "Ci furono contatti tra Procura e ambienti vaticani. Loro (il Vaticano, ndr) chiedevano due favori: che fosse la magistratura ad occuparsi dell'apertura della tomba di De Pedis, e poi chiedevano un aiuto alla Procura per risolvere la vicenda di Emanuela con una verità parziale, una verità che creasse il minor danno possibile alla Santa Sede, e per questo erano disposti a consegnare un fascicolo denominato 'Rapporto Emanuela Orlandi', nel quale c'erano i nomi di personalità che avevano avuto responsabilità nella scomparsa di Emanuela. Il magistrato disse che "in questo momento i familiari vorrebbero sapere in primis se Emanuela è viva o morta, e se è morta quantomeno di avere il corpo". E la cosa allucinante fu che loro risposero 'va bene, le faremo sapere'". 

Ossa Nunziatura, non solo Orlandi e Gregori: "Tante famiglie attendono risposte da anni" 

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